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Home » Cultura » Il significato del titolo Quando muori resta a me, il nuovo libro di Zerocalcare

Il significato del titolo Quando muori resta a me, il nuovo libro di Zerocalcare

Zerocalcare dedica l'ultimo fumetto, Quando muori resta a me, in uscita oggi, al padre, usando come titolo uno dei modi di dire del genitore.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino7 Maggio 2024
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Michele Rech Zerocalcare con i suoi personaggi
Michele Rech alias Zerocalcare con i suoi personaggi (fonte: Quotidiano Nazionale)

L’ultimo libro di Zerocalcare, Quando muori resta a me, in uscita oggi per Bao Publishing, è un racconto dedicato al padre. Il titolo, infatti, è la variazione di una frase che il papà di Michele Rech è solito ripetergli. Da acquirente compulsivo, infatti, il genitore è sempre molto orgoglioso delle sue collezioni. Come le 50 macchinine, che hanno vinto una qualche gara francese, raccolte pazientemente negli anni. “Mi ha detto tutto contento, ‘Sono arrivato in fondo, 50 macchinine, così quando muoio restano a te’“. Zerocalcare, allora, ha rigirato l’espressione, trasformandola nello spunto narrativo per scandagliare il rapporto tra Zero e Genitore 2, una figura rappresentata come l’oca cignata di Kung Fu Panda. Meno presente nei suoi fumetti rispetto alla madre, Lady Cocca.

Quando muori resta a me cover
La cover di Quando muori resta a me (foto: Sito ufficiale Zerocalcare)

La loro è una relazione fatta essenzialmente di non detti e di silenzi. Di sentimenti chiusi a chiave. Grazie però a un viaggio verso le Dolomiti, paese natale del padre, i due riusciranno a vedersi per la prima volta. Non sarà ovviamente facile, perché ricostruire il proprio passato a è un esercizio che porta a esplorare abissi mai affrontati prima.

Così, risolvere una questione legata alla vecchia casa di famiglia diventa l’occasione per confrontarsi con una figura paterna silenziosa, ma affettiva. “Non ho una storia traumatica da raccontare, ma di scarsa comunicazione. È sempre stato così, mio padre non ha mai verbalizzato tante le cose. Ma neanche io e neanche suo padre, è una caratteristiche degli uomini della mia famiglia.“, ha detto Zerocalcare in un’intervista a Radio Deejay.

I genitori di Michele Rech si sono separati quando lui aveva sei anni. “Ho il terrore di parlare di questa cosa perché ho paura di diventare come lo spot della pesca dell’Esselunga. Non sto dicendo che due genitori non si devono separare, se due persone litigano è molto meglio che si separino rispetto a vivere con l’inferno in casa. Però è ovvio che ci sono dei legami che diventano più arrugginiti. Il nostro rapporto è il misto di entrambe le cose. Già di carattere non parlavamo di nostro, poi non avere più la quotidianità… Non essere abituato a parlare allarga le distanze“, ha spiegato sempre nella stessa intervista. Per la cronaca, il sito di Bao Publishing è al momento irraggiungibile data la grande presenza di accessi.

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