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Home » Salute » Scienza » Cos’è il Citrobacter, il batterio che ha infettato tre neonati di Verona

Cos’è il Citrobacter, il batterio che ha infettato tre neonati di Verona

Torna l'incubo Citrobacter in un ospedale veronese. Vi spieghiamo cos'è questo batterio che colpisce in particolare i neonati prematuri.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino7 Maggio 2024
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Un neonato tra le braccia di un infermiere
Un neonato tra le braccia di un infermiere (fonte: Unsplash)

Il Citrobacter è un batterio molto infettivo per l’uomo, in particolare per i neonati prematuri, come nell’ultimo caso fatto registrare a Verona, dove tre piccoli ricoverati nel reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale di Borgo Trento, hanno contratto l’infezione. Con Pseudomonas aeruginosa, Enterobacter, Klebsiella, Escherichia coli, Serratia, Proteus, Acinetobacter, Haemophilus influenzae e Legionella, il Citrobacter appartiene dunque alla categoria dei batteri nosocomiali. Ovvero, il contagio può avvenire in ospedale. Esso ccolpisce in particolar modo le vie urinarie, ma  può diffondersi nelle vie respiratore e nel sistema nervoso centrale. Provocando meningite. Non sono immuni dal contagio anche ferite, ossa, peritoneo, endocardio e flusso sanguigno.

Citrobacter
L’ingrandimento di una colonia di Citrobacter (fonte AGI)

Il Citrobacter è un batterio ubiquitario, ovvero si trova ovunque, anche all’interno del nostro microbiota intestinale. Non è certo questa variante a essere preoccupante, quanto quelle freundii, koseri e braakii.

Il contagio, in particolare da Citrobacter koseri all’interno della struttura ospedaliera, avviene tramite contatto con personale sanitario non opportunamente sterilizzato.

Ma può esserci anche con l’assunzione di alimenti contaminati, durante il parto o tramite contatto con superfici o oggetti contaminati.

I sintomi da infezione da Citrobacter sono legati dalla zona colpita, variano perciò sensibilmente. Possiamo avere arrossamento, gonfiore, dolore localizzato e pus. Ma anche polmonite con difficoltà respiratoria e febbre elevata. E, nel caso di infezione alle vie urinarie, anche difficoltà a urinare e dolore alla minzione.

Il Citrobacter koseri, quello individuato a Verona, può causare come detto una gravissima meningite neonatale, unita a encefalite necrotizzante e ascessi cerebrali.

Per individuare l’infezione sono necessari degli esami immediati. Prioritarie sono analisi del sangue ed emocoltura, urinocoltura e tampone cutaneo (nel caso di infezione epidermica).

Di fondamentale importanza anche l’antibiogramma, un test di laboratorio che consiste nel mettere il batterio a contatto con un antibiotico per valutare quello più efficace. Solo a questo punto si può valutare l’antibiotico o il cocktail di antibiotici da somministrare al paziente.

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