Nelle scorse ore i residenti e i turisti della Florida hanno assistito a uno scenario visivo mozzafiato. Alle 05:52 locali (le 10:52 di ieri in Italia), un razzo Falcon 9 di SpaceX è decollato dal complesso 40 della Cape Canaveral Space Force Station, lasciando dietro di sé una scia luminosa che ha assunto forme oniriche nel cielo ancora parzialmente buio.
L’eccezionalità dello spettacolo è dovuta a una precisa combinazione di orari e altitudini. Il lancio è avvenuto circa un’ora prima del sorgere del sole: mentre a terra regnava ancora l’oscurità del crepuscolo mattutino, i gas di scarico del secondo stadio del razzo, composti principalmente da vapore acqueo e anidride carbonica, hanno raggiunto quote elevatissime dove i raggi solari erano già presenti.
Questa illuminazione ha creato il celebre effetto “medusa” (space jellyfish): un pennacchio traslucido, bulboso e dai riflessi iridescenti che sembra fluttuare nel vuoto cosmico. Sebbene non sia un fenomeno rarissimo per i lanci effettuati all’alba o al tramonto, la nitidezza delle sfumature blu e arancioni osservate in questa occasione ha catturato l’attenzione di migliaia di spettatori e fotografi.
Falcon 9 launches 29 @Starlink satellites from Florida pic.twitter.com/GMLUDFBTao
— SpaceX (@SpaceX) March 4, 2026
Al di là dell’estetica, la missione ha confermato l’efficienza operativa della compagnia di Elon Musk. Il carico utile era composto da 29 satelliti Starlink, destinati a potenziare la megacostellazione per l’internet a banda larga che si sta rapidamente avvicinando alla soglia delle 10.000 unità operative in orbita.
Quello di mercoledì rappresenta il 28° lancio di SpaceX dall’inizio del 2026, un anno che vede l’azienda impegnata in un ritmo serratissimo: ben 23 di queste missioni sono state dedicate esclusivamente all’espansione della rete Starlink. In totale, la storia della compagnia conta ormai oltre 600 lanci, consolidando una supremazia nel settore del trasporto spaziale privato.
Un altro aspetto tecnico degno di nota riguarda il primo stadio del razzo, il Booster B1080. Questo componente ha completato con successo il suo 25° volo, rientrando sulla Terra e atterrando verticalmente sulla nave-drone “A Shortfall of Gravitas”, posizionata nell’Oceano Atlantico. Si è trattato del 580° atterraggio riuscito nella storia di SpaceX, a testimonianza della maturità raggiunta nella tecnologia dei vettori riutilizzabili.
Il recupero dei booster non è solo un traguardo ingegneristico, ma la chiave economica che permette a SpaceX di mantenere frequenze di lancio così elevate, rendendo l’accesso allo spazio quasi un evento quotidiano. Per chi si trovava sulla costa della Florida, tuttavia, la tecnologia è passata in secondo piano di fronte alla bellezza di quella “medusa” di luce che ha salutato l’arrivo del nuovo giorno.



