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Home » Cultura » L’assurda storia del Valzer delle Candele, il canto popolare scozzese che divenne l’inno del Capodanno

L’assurda storia del Valzer delle Candele, il canto popolare scozzese che divenne l’inno del Capodanno

Se non conoscete la storia del Valzer delle candele, ve la raccontiamo noi. Viene dalla Scozia (e non si chiama Valzer delle candele).
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino31 Dicembre 2025
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Persone che festeggiano Capodanno
Persone che festeggiano Capodanno (fonte: FreePik)

Se vi dicessimo il titolo originale della canzone, Auld Lang Syne, potreste non capire molto. Ma basta dare il titolo della versione italiana, Il valzer delle candele, ricordandovi il meraviglioso finale di Harry, ti presento Sally e tutto vi è più chiaro. Si tratta della canzone del Capodanno più famosa al mondo. E ha origini antichissime.

Auld Lang Syne, dunque, è una melodia che si canta, allo scoccare della mezzanotte di Capodanno, nei paesi anglosassoni. Ma cosa significa realmente? Questa vecchia canzone scozzese, attribuita al poeta Robert Burns, parla di amicizia, ricordi e del valore delle esperienze condivise.

Le sue origini sono radicate nella cultura britannica, ma il suo viaggio fino a diventare un simbolo globale di Capodanno è affascinante e complesso.

Auld Lang Syne, infatti, è scritta in scozzese che, tradotto letteralmente, significa “da tanto tempo” ma il senso più poetico è “per i vecchi tempi“. La canzone invita a ricordare con affetto le vecchie amicizie e le esperienze passate. Il verso iniziale, “Should old acquaintance be forgot“, ovvero “La vecchia conoscenza dovrebbe essere dimenticata” è una domanda retorica che sottolinea l’importanza di non dimenticare gli amici (o di ricordare di averli dimenticati, come dice Sally).

Il testo della canzone risale al 1788, quando Burns lo trascrisse da una melodia popolare ascoltata da un uomo anziano.  In Scozia, il Capodanno (Hogmanay) ha tradizionalmente avuto più importanza del Natale, una conseguenza della Riforma Protestante che scoraggiava celebrazioni natalizie. Hogmanay include il canto di “Auld Lang Syne” come rito di passaggio, con le persone che si tengono per mano formando un cerchio.

Nel XX secolo, il bandleader canadese Guy Lombardo trasformò “Auld Lang Syne” in un’icona del Capodanno nordamericano. Dal 1929 al 1976, la sua orchestra eseguì la canzone nelle sue trasmissioni di Capodanno, creando un’associazione indelebile con la mezzanotte del 31 dicembre. La diffusione globale della tradizione è dovuta all’impatto della cultura pop americana.

Perché insomma la Cantiamo a Capodanno? Perché la fine di un anno e l’inizio di uno nuovo rappresentano un momento perfetto per riflettere sul passato e rinnovare i legami con gli amici.

E torniamo all’inizio. Come si è arrivati al Valzer delle candele (che ascoltiamo anche in Fantozzi)? Diciamo che il titolo italiano della canzone scozzese non è attribuibile ad alcun traduttore specifico. Semplicemente, la melodia sognante è stata attribuita alle candele per l’atmosfera magica che sanno creare. Tuttavia, c’è un po’ d’Italia nella canzone. La musica, infatti, è di Davide Rizzio (o Riccio), un musicista piemontese nato a Torino nel 1533. Rizzio, dopo aver servito alla corte del Duca di Savoia, si trasferì in Scozia nel 1561 come segretario privato della regina Maria Stuarda, dove compose diverse opere musicali, tra cui Auld Lang Syne.

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