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Home » Spettacolo » Perché Prince “snobbò” We Are The World?

Perché Prince “snobbò” We Are The World?

Gesto di ribellione contro la causa umanitaria o rivalità a distanza con Michael Jackson?Ecco perché Prince non partecipò a We Are The World.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino28 Gennaio 2025Aggiornato:28 Gennaio 2025
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Prince
Prince (fonte: NPR)

La notte del 28 gennaio 1985, il mondo della musica si riunì a Los Angeles per registrare We Are the World, il celebre brano benefico scritto da Michael Jackson e Lionel Richie per raccogliere fondi contro la carestia in Africa. C’erano praticamente tutti i pezzi grossi della musica pop rock americana. Tranne due, la cui assenza fece (e fa) ancora discutere. Il primo assente celebre, era Madonna. Il secondo, Prince, uno degli artisti più influenti dell’epoca. Lo fece perché non andava d’accordo con Michael Jackson? Non proprio. Prince rifiutò di partecipare al progetto per diverse motivazioni. Una combinazione di scelte artistiche, impegni personali e la preferenza per un approccio più riservato alla beneficenza.

Secondo Wendy Melvoin, sua collaboratrice nonché musicista, Prince riteneva che “We Are the World” fosse una canzone mediocre. Nel libro “Let’s Go Crazy”, Wendy dichiarò che Prince descrisse il brano come “orribile”. E non voleva essere visto in mezzo a “all those muthaf*****” (tutti quei figli di…), sottolineando il suo desiderio di mantenere un’immagine di indipendenza artistica.

Questa visione non era necessariamente dettata da una mancanza di empatia per la causa (tutto partì dal Band Aid inglese che qualche settimana prima aveva dato il la a un movimento di solidarietà internazionale a favore dell’Africa). Prince, infatti, sarebbe stato disponibile a contribuire con una canzone, ma non quella.

Gli artisti di USA for Africa
Gli artisti di USA for Africa (fonte: Rolling Stone)

Sheila E., storica collaboratrice e fidanzata di Prince negli anni ’80, ha offerto però un’altra prospettiva sulla vicenda. Durante un’intervista per il documentario “We are the World: la notte che cambiò il pop ” (qui potete leggere la recensione), Sheila ha spiegato che Prince non provava ostilità verso il progetto o i suoi ideatori. Piuttosto, era già impegnato nel suo Purple Rain Tour e contribuiva regolarmente a cause benefiche, spesso visitando ospedali pediatrici e organizzando concerti gratuiti per bambini malati. Evidenziando, quindi, come la sua assenza fosse più una questione logistica e personale che di principio.

Quanto al non voler essere attorniato da star, Sheila E. ha rivelato che l’artista si sentiva effettivamente a disagio in contesti affollati di celebrità, una sensazione che lo avrebbe portato a declinare l’invito. Lionel Richie sperava di convincerlo invitando Sheila E. (tanto che la stessa si sentì sfruttata come “esca”), ma Prince rimase fermo nella sua decisione. E non si è mai pentito della sua scelta.

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