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Home » Cultura » Quasi amici, la storia vera del cult movie francese è ancora più emozionante del film

Quasi amici, la storia vera del cult movie francese è ancora più emozionante del film

Più che un rapporto di lavoro, quello tra Philippe Pozzo di Borgo e Abdel Yasmin Sellou è stata un'amicizia profonda. Che ispirò Quasi amici.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino15 Febbraio 2025
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Philippe Pozzo di Borgo
Philippe Pozzo di Borgo e il suo interprete François Cluzet (fonte: La Stampa)

Quasi amici, diretto da Olivier Nakache ed Éric Toledano, e campione d’incassi della stagione 2011, racconta la vera storia di Philippe Pozzo di Borgo e Abdel Yasmin Sellou. Due uomini agli antipodi per estrazione sociale e personalità che hanno trovato uno nell’altro un’ancora di salvezza, cambiando per sempre le loro vite e ispirando milioni di persone.

Philippe Pozzo di Borgo, nato in una famiglia aristocratica corsa, ha vissuto un’esistenza privilegiata tra lusso e successo professionale. Dopo gli studi e il matrimonio, ha lavorato come direttore di Moët & Chandon e Pommery, affermandosi come figura di spicco nell’industria dello champagne. Tuttavia, nel 1993, un incidente di parapendio lo rese tetraplegico. Il trauma fisico e la malattia della moglie lo portarono a una profonda depressione, al punto da tentare il suicidio. La sua vita sembrava senza speranza finché non arrivò Abdel Yasmin Sellou.

Abdel, nato in Algeria e cresciuto in Francia, aveva un passato turbolento. Cresciuto in condizioni modeste con otto fratelli, sviluppò un carattere ribelle e impulsivo. Espulso da scuola a 16 anni per furto, finì in carcere a 18 anni. Dopo una pena ridotta grazie a corsi di reinserimento, cercò un lavoro qualsiasi per evitare di tornare in prigione. Senza immaginare il destino che lo aspettava, si presentò all’annuncio di lavoro come badante di un aristocratico tetraplegico.

Philippe, invece di scegliere un assistente tradizionale, vide in Abdel qualcosa di speciale: un giovane senza filtri, irriverente, capace di trattarlo senza pietà o compassione. Era proprio ciò di cui aveva bisogno. Abdel portò nella vita di Philippe energia, spensieratezza e un pizzico di follia. Insieme vivevano avventure fuori dal comune, come corse in macchina spericolate e scherzi irriverenti, riportando il sorriso nella vita del conte.

Dirà poi Abdel in un’intervista ad Avvenire:

“Il nostro incontro è stato un miracolo. Tutti e due abbiamo capovolto il destino che sembrava già scritto per noi. Lui sembrava condannato all’immobilità, io alla galera. Invece insieme abbiamo ribaltato le cose: io con l’incoscienza dei miei vent’anni l’ho costretto a uscire di casa, gli sono stato complice in stravaganti esperienze, lui ha fatto di me un uomo vero, è stato la mia coscienza, mi ha dato un futuro. Per me è stato come il maestro Jedi di Guerre Stellari, che combatte al tuo fianco e t’insegna quello che devi fare. Altro che Quasi amici, come dice il titolo italiano del film: in realtà lui è ben più che un amico per me, perché è anche un padre, un maestro, il mio angelo”

 

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La loro amicizia durò dieci anni, fino a quando, in un viaggio in Marocco, entrambi trovarono l’amore e si separarono senza tristezza. Philippe sposò una donna musulmana e si trasferì in Marocco, mentre Abdel si stabilì in Algeria con la sua famiglia, gestendo un allevamento di pollame. Nonostante le strade diverse, il loro legame rimase saldo, almeno fino alla morte di Philippe, avvenuta il 2 giugno del 2023.

La loro storia, raccontata da Philippe in un libro di successo, pubblicato in Italia col titolo di Il diavolo custode, divenne fonte d’ispirazione per Olivier Nakache ed Éric Toledano, che catturarono l’essenza di questa amicizia unica. Interpretato da François Cluzet e Omar Sy, il film ebbe un successo straordinario, conquistando il pubblico e ricevendo numerosi premi. E avendo anche svariati remake, come quello americano con Bryan Cranston e Kevin Hart.

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