La storia della stampa a caratteri mobili ha un protagonista indiscusso: Johannes Gutenberg, l’inventore della tipografia moderna. Il primo libro stampato con questa tecnica fu la Bibbia di Gutenberg, prodotta il 23 febbraio del 1455 a Magonza, in Germania. Tuttavia, il concetto di stampa esisteva già da secoli, e il primato dipende dal criterio adottato. Partiamo da Gutenberg. E dal fatto che la Biblia Latina, meglio conosciuta come Bibbia a 42 linee, realizzata con caratteri mobili in metallo, fu effettivamente un’innovazione che rese la stampa più efficiente e precisa rispetto ai metodi precedenti. Ne furono prodotte circa 180 copie, alcune su pergamena e altre su carta di alta qualità proveniente dall’Italia. Eppure, sebbene Gutenberg sia considerato l’inventore della stampa moderna, la Cina aveva sviluppato sistemi di stampa molto prima.
Il primo libro stampato di cui si abbia prova è il Sutra del Diamante, un testo buddista datato 868 d.C., realizzato con la tecnica della stampa a blocchi di legno. Inoltre, nel 1040 d.C., l’inventore cinese Bi Sheng sperimentò i primi caratteri mobili in terracotta, anticipando il principio adottato da Gutenberg quattro secoli dopo.

Sebbene la Cina avesse sviluppato tecniche simili in precedenza, il sistema di Gutenberg ebbe però un impatto decisivo sull’Europa e sul mondo. La combinazione di caratteri mobili in metallo, inchiostri a base oleosa e presse da stampa derivate da quelle per l’uva rese la produzione libraria più veloce, economica e riproducibile su larga scala. Questo favorì la diffusione del sapere, dando impulso a eventi storici come la Riforma protestante e il Rinascimento.
Se il Sutra del Diamante è il primo libro stampato conosciuto e Bi Sheng fu il primo a utilizzare caratteri mobili, la Bibbia di Gutenberg resta il primo libro stampato con un sistema rivoluzionario per la storia dell’editoria su larga scala. Solo per questo motivo, in verità non piccolo, il tedesco viene ricordato come l’inventore della stampa moderna.



