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Home » Spettacolo » “Somiglia a mio zio”: la folle storia di come è nato il nome degli Oscar

“Somiglia a mio zio”: la folle storia di come è nato il nome degli Oscar

Perché il premio cinematografico più famoso si chiama Oscar? Scopri la storia della statuetta, tra lo zio di Margaret Herrick e il record di Walt Disney.
RedazioneDi Redazione15 Marzo 2026
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primo piano oscar
primo piano Oscar

Il premio cinematografico più prestigioso al mondo, l’Academy Award, si appresta a celebrare i protagonisti dell’anno nella notte tra il 15 e il 16 marzo 2026. Nonostante la sua fama globale, il nome “Oscar” non era previsto nel progetto originale del 1929, ma è nato da aneddoti e coincidenze che hanno trasformato un titolo formale in un’icona della cultura popolare. Sebbene il marchio sia oggi di proprietà esclusiva dell’Academy of Motion Picture Arts & Sciences, la sua origine ufficiale resta in bilico tra leggende d’ufficio e ricordi di grandi dive di Hollywood.

oscar statuette
Le ambite statuette degli Oscar (fonte: Academy)

La nascita di un simbolo: dalla spada al design stilizzato

La storia del premio inizia nel 1927, quando i vertici dell’industria del cinema americano decisero di unire le forze per dare lustro alla settima arte, fondando l’Academy. L’idea era quella di creare un riconoscimento che valorizzasse registi, attori e tecnici. La prima cerimonia si tenne il 16 maggio 1929, ma la statuetta era già stata concepita: un cavaliere stilizzato che regge una spada sopra una pellicola cinematografica i cui cinque cerchi rappresentano i rami originari dell’Academy (attori, registi, produttori, tecnici e scrittori). Il disegno fu opera di Cecil Gibbons, mentre lo scultore George Stanley ne curò la realizzazione fisica.

All’epoca, il nome ufficiale era esclusivamente Academy Award of Merit (Premio al merito dell’Accademia). Per quasi un decennio, nessuno si sognò di chiamarlo diversamente in contesti formali, finché un soprannome non iniziò a circolare tra i corridoi degli studi e le scrivanie dei giornalisti.

Le tre teorie dietro il soprannome “Oscar”

Esistono diverse versioni su come sia nato il nome, tutte legate a somiglianze fisiche curiose. La teoria più accreditata vede come protagonista Margaret Herrick, bibliotecaria dell’Academy, che vedendo la statuetta per la prima volta avrebbe esclamato che somigliava proprio a suo zio Oscar. Una seconda versione chiama invece in causa la leggendaria attrice Bette Davis, la quale sostenne a lungo di aver coniato il termine perché il retro del premio le ricordava quello del suo primo marito, Harmon Oscar Nelson. Infine, il celebre cronista Sidney Skolsky rivendicò la paternità del nome affermando di averlo usato per la prima volta nel 1934 per smitizzare la solennità della cerimonia, riferendosi affettuosamente alla statuetta per rendere i suoi articoli di gossip più accessibili.

Dall’anonimato all’ufficialità

Il primo documento cartaceo ancora rintracciabile che attesta l’uso del nome è un numero della rivista Time del 26 marzo 1934. In quell’anno accadde un fatto decisivo: Walt Disney, durante il suo discorso di accettazione per un cortometraggio animato, ringraziò pubblicamente l’Academy “per l’Oscar”. Fu la prima volta che un vincitore utilizzò il soprannome sul palco.

Nonostante la popolarità dilagante, l’Academy resistette al cambiamento per diversi anni, continuando a usare la dicitura formale. Solo nel 1939, vista l’impossibilità di arginare l’uso comune, il soprannome venne adottato ufficialmente dall’istituzione.

Un lascito che va oltre il cinema

Come sottolineato da Bruce Davis, ex direttore esecutivo dell’Academy, il successo del nome “Oscar” ha cambiato il modo di concepire i premi internazionali. Prima di allora, i trofei erano descritti con nomi istituzionali lunghi e complessi. Dopo l’Oscar, è diventata una prassi dare ai premi nomi propri brevi, memorabili e quasi “familiari”. Da qui sono nati gli Emmy (televisione), i Grammy (musica), i Tony (teatro) e, in Europa, i César francesi.

Oggi, vincere un “Academy Award of Merit” significa entrare nella storia, ma per il mondo intero quel cavaliere dorato resterà sempre e solo Oscar, il parente più famoso e ambito di tutta Hollywood.

La statuetta che vale solo 1 dollaro

Sebbene il valore simbolico sia inestimabile, dal 1950 l’Academy ha imposto una regola ferrea: i vincitori (o i loro eredi) non possono vendere la statuetta sul mercato senza aver prima offerto di rivenderla all’Academy stessa per la cifra simbolica di 1 dollaro. Questo serve a preservare l’integrità del premio ed evitare che diventi un oggetto da collezione speculativa.

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