Oriana Fallaci ha vissuto la sua vita in modo intenso ed anticonformista utilizzando il potere della parola. Il suo desiderio di narrazione, infatti, l’ha portata ad affrontare i rischi di un’inviata di guerra, fino ad innamorarsi perdutamente di paesi dilaniati dalla violenza come il Vietnam. La passione, dunque, è stata la forza che ha mosso ogni passo della sua esistenza e che si è riflessa anche nell’ambito sentimentale. Le relazioni sentimentali vissute, infatti, hanno spesso influenzato la sua opera letteraria e giornalistica, offrendo uno sguardo profondo sulla complessità delle esperienze amorose.
Uno dei primi amori di una giovane Oriana è Alfredo Pieroni, corrispondente da Londra per La Settimana Incom Illustrata negli anni Cinquanta. Questa relazione rappresenta una svolta nella vita della Fallaci, che, in alcune lettere, esprime addirittura il desiderio di abbandonare la carriera per dedicarsi a una vita familiare accanto a Pieroni. Un Oriana inedita e diversa, dunque, rispetto alla donna più razionale e analitica che sarebbe diventata. In quel momento, infatti, sogna una casa condivisa e dei figli, mostrando un lato inedito della sua personalità, più vulnerabile e desiderosa di stabilità affettiva.

Dopo questo amore romantico, arriva quello decisamente più tormentato con François Pelou, capo dell’ufficio di Parigi dell’Agence France-Presse. Questo rapporto è caratterizzato subito da alti e bassi, con Oriana che spesso veste i panni dell’amante, vivendo momenti di intensa passione alternati a periodi di sofferenza. Durante questa relazione, poi, la Fallaci rimane incinta e subisce un aborto spontaneo mentre si trova a Parigi. Questo evento la getta in una profonda depressione arrivando a desiderare il suicidio. Nonostante questo trova la forza di riprendersi e tornare al lavoro, recandosi in Vietnam insieme a Pelou.
Tra tutte, però, il 22 agosto 1973, è la data più importante per la vita professionale della Fallaci e per quella privata di Oriana. Quel giorno, infatti, viene liberato Alexandros Panagulis, noto come Alekos, dopo anni di prigionia e di torture durante la dittatura dei colonnelli in Grecia. I due si conoscono grazie a una intervista che la Fallaci ha ottenuto a pochi giorni dalla scarcerazione dell’uomo. Da quel momento i due diventano inseparabili, condividendo gli stessi ideali di libertà e giustizia. Nonostante questo, però, la relazione sarà spesso burrascosa arrivando anche a dei litigi violenti.
Ed è proprio in uno i questi che la Fallaci perde nuovamente il figlio che sta aspettando. Questo dolore personale la spinge a scrivere Lettera a un bambino mai nato, un’opera che esplora le profondità della maternità e della perdita. Ma non è la sola creazione nata dal dolore. Dopo la morte di Panagulis, avvenuta in un misterioso incidente stradale il 1º maggio 1976, la Fallaci dedica al compagno il libro Un uomo, un’opera che inizia come una cronaca giornalistica e che si trasforma nel ritratto intimo e controverso del più grande amore della sua vita.



