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Home » Cultura » Chi era San Giuseppe, il padre di Gesù che si festeggia il 19 marzo?

Chi era San Giuseppe, il padre di Gesù che si festeggia il 19 marzo?

San Giuseppe è una figura di riferimento per la fede cristiana, esempio di umiltà. Anche in suo nome si celebra la festa del papà.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino19 Marzo 2025
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san giuseppe e il bambinello
San Giuseppe e il bambinello (fonte: Unsplash)

San Giuseppe è una delle figure più significative del cristianesimo, venerato come il padre putativo di Gesù e sposo di Maria. Nonostante il Nuovo Testamento fornisca poche informazioni su di lui, il suo ruolo nella storia della salvezza è fondamentale. La sua figura emerge nei Vangeli di Matteo e Luca, che lo descrivono come un uomo giusto, discendente della casa di Davide, e scelto da Dio per proteggere e crescere il Messia.

Secondo il Vangelo di Matteo, Giuseppe era un falegname o carpentiere, mestiere che esercitava a Nazaret. Il termine greco “tekton”, usato nei Vangeli, potrebbe riferirsi a un artigiano che lavorava non solo il legno ma anche la pietra e altri materiali. Questo lo colloca in una posizione di umiltà sociale, ma anche di grande dignità, essendo un uomo di lavoro e di fede.

Uno degli episodi più noti che lo riguardano è la sua reazione alla scoperta della gravidanza di Maria. Secondo Matteo 1,19-21, Giuseppe, “essendo uomo giusto e non volendo esporla all’infamia, decise di ripudiarla in segreto”. Tuttavia, un angelo gli apparve in sogno, rivelandogli che il bambino era stato concepito per opera dello Spirito Santo e invitandolo a prenderla con sé. Giuseppe accettò il compito con obbedienza, assumendo il ruolo di padre terreno di Gesù.

San Giuseppe
San Giuseppe (fonte: Vatican News)

Un altro episodio cruciale della sua vita fu la fuga in Egitto. Dopo la nascita di Gesù, un angelo lo avvertì in sogno del pericolo rappresentato da Erode, il quale voleva uccidere il bambino. Giuseppe portò quindi Maria e Gesù in Egitto, salvandolo dalla strage degli innocenti. Leggenda narra che per permettersi di sostenere la sua famiglia iniziò a lavorare come venditore di frittelle. Da qui, la tradizione di mangiare le zeppole il 19 marzo. Dopo la morte di Erode, tornò con la famiglia a Nazaret, dove Gesù crebbe.

Non esistono dettagli certi sulla morte di Giuseppe, ma la tradizione cristiana suggerisce che morì prima dell’inizio della vita pubblica di Gesù, poiché non viene mai menzionato durante il ministero di Cristo. Per questo motivo, è considerato il patrono dei moribondi, poiché si ritiene sia spirato con Maria e Gesù accanto a lui.

Il culto di San Giuseppe si diffuse progressivamente nei secoli. Fu proclamato patrono della Chiesa universale da Papa Pio IX nel 1870 e oggi è considerato anche il protettore dei lavoratori e delle famiglie. La sua festa principale si celebra il 19 marzo, mentre il 1° maggio è ricordato come San Giuseppe Lavoratore, una festa istituita da Papa Pio XII nel 1955 per sottolineare la dignità del lavoro.

In particolare, la festa di San Giuseppe si celebra il 19 marzo perché, secondo la tradizione cristiana, sarebbe la data della sua morte. La celebrazione di questa ricorrenza risale almeno all’XI secolo e si diffuse maggiormente a partire dal XV secolo, grazie agli ordini religiosi, in particolare ai francescani. Nel 1621, Papa Gregorio XV la rese festa di precetto per tutta la Chiesa cattolica. In diversi Paesi, come l’Italia, la Spagna e il Portogallo, è anche la Festa del Papà, in onore del ruolo di San Giuseppe come padre terreno di Gesù.

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