L’ultima pubblicazione di documenti riguardanti l’assassinio di John F. Kennedy, avvenuto a Dallas il 22 novembre 1963, riaccende l’interesse su uno dei misteri più discussi della storia americana. Oltre 63.000 pagine di nuovi file sono state rese pubbliche dal National Archives and Records Administration (NARA), a seguito di un ordine esecutivo firmato da Donald Trump. Sebbene molti esperti non si aspettino rivelazioni sconvolgenti, l’analisi dei documenti potrebbe fornire dettagli utili per comprendere meglio il contesto storico dell’epoca e il ruolo di Lee Harvey Oswald, l’uomo accusato di aver sparato al presidente.
Fin dalla sua pubblicazione, il materiale ha attirato l’attenzione degli studiosi, che si sono trovati di fronte a un enorme quantitativo di informazioni, alcune delle quali già parzialmente note ma ora prive di censura. Tuttavia, diversi file sono ancora in parte oscurati o risultano difficili da leggere a causa della qualità delle scansioni. Nonostante le aspettative del pubblico, i primi esami dei documenti non hanno rivelato prove schiaccianti che possano smentire o confermare le principali teorie del complotto.
Uno degli aspetti più interessanti della nuova pubblicazione riguarda Lee Harvey Oswald. Un documento della CIA riferisce che un ufficiale del KGB, dopo aver esaminato i fascicoli su di lui, era certo che Oswald non fosse mai stato un agente controllato dall’Unione Sovietica. Inoltre, viene sottolineato che, durante il suo soggiorno in URSS, Oswald era sorvegliato costantemente ed era considerato un tiratore mediocre, circostanza che solleva interrogativi sulla sua capacità di compiere da solo un attentato così preciso.

Un altro documento rivela un’intercettazione telefonica avvenuta a Città del Messico due mesi prima dell’assassinio, in cui Oswald avrebbe comunicato con un ufficiale del KGB presso l’ambasciata sovietica. Questo dato conferma che le autorità statunitensi monitoravano Oswald, ma non offre prove conclusive sul suo coinvolgimento in un piano più ampio. Come rivelato tempo fa dal regista Rob Reiner, insomma, c’è forse qualcos’altro alle spalle dell’omicidio Kennedy.
I documenti contengono anche riferimenti a “Operation Mongoose”, un’operazione segreta della CIA autorizzata nel 1961 dall’amministrazione Kennedy per destabilizzare il regime cubano di Fidel Castro. Questo programma comprendeva azioni di sabotaggio e tentativi di assassinare il leader comunista. Sebbene non ci siano collegamenti diretti con l’omicidio di JFK, queste informazioni forniscono un quadro più dettagliato del clima di tensione della Guerra Fredda in cui l’attentato è avvenuto.
Nonostante l’ampia divulgazione dei documenti, molti americani continuano a credere che Oswald non abbia agito da solo. Nel 1964, la Commissione Warren concluse che il colpo mortale fu sparato da Oswald dal Texas School Book Depository e che un singolo proiettile ferì anche il governatore del Texas, John Connally, dando origine alla controversa “teoria della pallottola magica”. Tuttavia, i sondaggi mostrano che la maggior parte dell’opinione pubblica rimane scettica su questa versione ufficiale.
Gli storici ritengono improbabile che questi documenti portino a nuove rivelazioni clamorose, soprattutto perché molti dei protagonisti di quegli eventi sono ormai deceduti. Tuttavia, la pubblicazione rappresenta un passo avanti nella ricerca della trasparenza e potrebbe aiutare a ricostruire con maggiore precisione gli eventi legati a uno dei momenti più drammatici della storia americana.



