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Home » Ambiente » Animali » Trovati in Nuova Zelanda i due gechi più vecchi al mondo, hanno 60 anni e sono adorabili

Trovati in Nuova Zelanda i due gechi più vecchi al mondo, hanno 60 anni e sono adorabili

Antoinette e Brucie-Baby sono stati trovati su un'isola della Nuova Zelanda e sono i più longevi mai registrati, con 64 e 60 anni.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino29 Marzo 2025
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antoinette e brucie baby
Antoinette e Brucie-Baby (fonte: CNN)

Su una piccola isola al largo della Nuova Zelanda sono stati ritrovati due gechi che potrebbero essere i più longevi mai registrati al mondo. Antoinette e Brucie-Baby, appartenenti alla specie Waitaha, hanno rispettivamente 64 e 60 anni, un’età straordinaria considerando che la maggior parte dei gechi vive al massimo un decennio. La scoperta, avvenuta durante un monitoraggio quinquennale della fauna locale, ha sorpreso e affascinato gli scienziati, che sperano di approfondire i segreti della loro eccezionale resistenza.

I due esemplari sono stati identificati grazie ai segni distintivi lasciati negli anni ’60 dal biologo Tony Whitaker, che all’epoca marchiò 133 gechi per studiarne la popolazione. Il metodo utilizzato, chiamato “toe clipping” (ora non più in uso), ha permesso di riconoscere questi due esemplari così anziani. Il ritrovamento è stato particolarmente emozionante per il team di ricerca, che ha visto confermata la presenza di questi rettili a distanza di oltre mezzo secolo.

un geco
un geco (fonte: Unsplash)

La longevità di questi gechi potrebbe essere legata a diversi fattori. Motunau Island, il loro habitat, è un’area protetta priva di predatori introdotti, come gatti o ratti, che hanno decimato la fauna indigena della Nuova Zelanda. Inoltre, il clima fresco e le condizioni ambientali stabili potrebbero aver contribuito alla loro sopravvivenza.

I gechi Waitaha, dunque, entrano di diritto tra i rettili più longevi al mondo, superando in età anche specie ben più grandi e celebri come le iguane o i draghi di Komodo. Questo risultato sottolinea l’importanza della conservazione degli habitat naturali. E offre spunti di riflessione sui fattori che influenzano la durata della vita di diversi tipi di specie.

Il prossimo rilevamento sarà previsto nel 2030. Chissà che Antoinette e Brucie-Baby non possano essere ancora vivi. Allora sì che il un record sarà impressionante.

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