Nelle acque ioniche al largo di Gallipoli, in provincia di Lecce, un esemplare adulto di squalo mako ha urtato un’imbarcazione da diporto mentre alcuni pescatori erano impegnati nelle loro attività. L’episodio, documentato in video e diffuso sui social, ha generato momenti di forte tensione a bordo.
A raccontare l’accaduto è stato Giuseppe Zacà, uno dei diportisti presenti sull’imbarcazione, che ha filmato il momento del contatto con l’animale. “Con un movimento improvviso e potente ha cambiato direzione e ha colpito sotto la barca”, ha scritto Zacà sul suo profilo Facebook. Nel video si sentono le voci concitate dei pescatori: “Mamma mia quanto è, occhio che è enorme”, mentre lo squalo mako si aggira per alcuni secondi attorno alla piccola barca.
“Un tonfo secco seguito da una vibrazione che ci è salita dalle scarpe fino alla testa. La prua ha sobbalzato e il motore ha fatto un rumore metallico”, ha proseguito il testimone nel suo racconto. “Per un attimo nessuno ha respirato. Ci siamo guardati, occhi spalancati, metà tra lo stupore e quella paura primitiva che ti prende quando capisci che non sei tu al comando.”
L’esemplare presentava una vistosa ferita superficiale e, secondo le ricostruzioni, si sarebbe probabilmente innervosito a causa del rumore del motore dell’imbarcazione o dell’attività di pesca in corso. Dopo aver colpito la parte anteriore dello scafo, lo squalo ha manifestato quello che sembrava un comportamento difensivo o di curiosità, per poi allontanarsi senza causare danni all’imbarcazione o ai pescatori.
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“Lo squalo è rimasto lì ancora qualche secondo, poi, come se si fosse stancato del gioco, ha virato lentamente ed è scomparso nel blu scuro da cui era venuto. Il silenzio è tornato, ma non era più lo stesso”, ha concluso Zacà nel suo post.
Non si tratta del primo avvistamento di uno squalo mako nelle acque del Salento. Già nell’agosto dell’anno precedente, un altro esemplare, di dimensioni inferiori, era stato avvistato nel mare di Porto Cesareo, sempre in provincia di Lecce.
Questa tipologia di squalo è considerato uno dei predatori marini più imponenti e veloci. In media un adulto misura tra i 2,5 e i 3,5 metri di lunghezza, ma gli esemplari più grandi, generalmente le femmine, possono raggiungere e superare i 4 metri. Nonostante mantenga un corpo molto idrodinamico e muscoloso che può arrivare a pesare fino a 500 chilogrammi, gli incontri con l’uomo sono relativamente rari e solitamente legati a situazioni di curiosità o disturbo.
Nella stessa giornata, un altro squalo è stato segnalato a Terracina, sul litorale laziale, questa volta a brevissima distanza dal bagnasciuga. L’episodio è stato documentato sulla pagina social Sei di Terracina se, dove il filmato mostra la sagoma dell’animale muoversi tranquillamente a pochi passi dalla spiaggia. Per fortuna in acqua non c’era nessuno al momento dell’avvistamento.
Secondo gli esperti, in questo caso potrebbe trattarsi di una verdesca, conosciuta anche come squalo azzurro per il suo inconfondibile colore blu intenso sul dorso. Questo esemplare si sarebbe spinto fino a riva probabilmente in cerca di cibo, inseguendo un banco di piccoli pesci. L’animale si è poi allontanato verso il largo proseguendo la sua rotta in direzione di San Felice Circeo.
La verdesca è uno degli squali più comuni del Mediterraneo, con un corpo estremamente affusolato e pinne pettorali molto lunghe che le permettono di percorrere migliaia di chilometri durante le migrazioni. Si nutre principalmente di piccoli pesci e calamari ed è generalmente considerata una specie non aggressiva e timida. Avvistarla a riva, come nel caso di Terracina, è un evento raro ma naturale, spesso legato alla ricerca di cibo o a particolari correnti marine.
Pur essendo potenzialmente pericoloso, lo squalo mako raramente rappresenta una minaccia diretta per l’uomo. Gli episodi di interazione sono quasi sempre circoscritti a situazioni particolari, come nel caso dell’imbarcazione di Gallipoli, dove il rumore e le vibrazioni del motore possono aver attirato o disturbato l’animale ferito.
