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Home » Cultura » Storia » Bob Kennedy, JFK e quel tragico destino condiviso

Bob Kennedy, JFK e quel tragico destino condiviso

Quella tra Bob e John Fitzgerald Kennedy è stata una storia, umana e professionale, segnata dalla tragedia.
Tiziana MorgantiDi Tiziana Morganti5 Giugno 2025
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Bob Kennedy e JFK
Bob Kennedy e JFK (ph. Hank Walker Time & Life Pictures via The Boston Globe)

Due fratelli, due leader, due sogni spezzati. La storia di John Fitzgerald Kennedy e Robert Francis Kennedy è tra le più emblematiche e tragiche della politica americana. Uniti da una visione comune di cambiamento, entrambi sono caduti sotto il fuoco degli assassini, lasciando un vuoto profondo nella coscienza collettiva degli Stati Uniti.

John F. Kennedy, 35º presidente degli Stati Uniti, viene eletto nel 1960 all’età di 43 anni. Giovane, cattolico, carismatico, rappresenta un volto nuovo in un’America che cerca slancio e modernità. Il suo mandato, però, è breve ma intenso: affronta la crisi di Cuba, promuove il programma spaziale e appoggia i diritti civili.

Ma tutto finisce tragicamente il 22 novembre 1963 a Dallas, quando viene assassinato mentre sfilava in auto scoperta accanto alla moglie Jacqueline. Un evento che pone fine alla vita di JFK e che cambia per sempre la fiducia degli americani nel potere, segnando l’inizio di un’epoca di disillusione.

Robert Kennedy, assassinato nel 1968
Robert Kennedy, assassinato nel 1968 – Fonte: Vanity Fair

Se JFK è la rappresentazione del leader moderno, Bob Kennedy è il volto dell’empatia politica. Come ministro della Giustizia durante la presidenza del fratello, è inflessibile contro la criminalità organizzata e vicino ai movimenti per i diritti civili. Dopo la morte di John, poi, divenne il custode del “sogno Kennedy”, rimanendo sulla scena politica con uno stile più intimo e compassionevole.

Nel 1968, durante una campagna elettorale infiammata e segnata dalla guerra in Vietnam, Robert Kennedy si candida alla presidenza, diventando il simbolo di una speranza nuova. Il 5 giugno, però, dopo aver vinto le primarie della California, è colpito a morte a Los Angeles da un uomo armato, Sirhan Sirhan. Morìrà il giorno seguente senza conoscere mai la sua ultima figlia.

Entrambi i fratelli Kennedy, dunque, sono destinati a morire giovani, colpiti nel pieno della loro ascesa. Tutti e due sono impegnati nella costruzione di un’America più giusta e inclusiva, in momenti storici di grande tensione. Le loro morti, a distanza di cinque anni, rafforzarono il mito della “maledizione Kennedy”,  ma, oltre le leggende, resta un fatto politico ben più importante: due uomini che hanno tentato di dare un’impronta nuova al paese, sono stati fermati con la violenza.

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