Negli ultimi mesi, TikTok è stato teatro di un fenomeno preoccupante: l’ascesa dello #SkinnyTok, un hashtag che ha raccolto migliaia di video promuovendo la magrezza estrema e comportamenti alimentari pericolosi. Qualche giorno fa, però, la piattaforma ha deciso di bloccare globalmente la ricerca dell’hashtag, reindirizzando gli utenti verso risorse di supporto per i disturbi alimentari. Ma come è nato questo fenomeno?
Il termine “SkinnyTok” rappresenta un gioco di parole tra “skinny” (magro) e “TikTok”. Sotto questo hashtag, come anticipato., si celavano contenuti che esaltavano la magrezza come ideale estetico, spesso attraverso consigli su diete estreme, digiuni prolungati e allenamenti eccessivi. Molti video, inoltre, presentavano corpi emaciati, con messaggi volti a glorificare la fame e la disciplina come virtù.

La diffusione di #SkinnyTok, ovviamente, ha destato l’attenzione delle autorità europee, in particolare del governo francese, che ha sollevato preoccupazioni riguardo all’impatto di tali contenuti sulla salute mentale dei giovani. In risposta, TikTok ha deciso di bloccare la ricerca dell’hashtag, dichiarando che era associato a contenuti di perdita di peso non salutari.
Oltre le giuste misure prese in modo tempestivo, il fenomeno #SkinnyTok evidenzia una problematica più ampia: la persistenza della cultura della dieta e dell’ideale di magrezza come standard di bellezza. Nonostante gli sforzi per promuovere la body positivity, infatti, i social media continuano a essere un terreno fertile per la diffusione di messaggi dannosi riguardanti l’immagine corporea.
Per cercare d’invertire questa tendenza, dunque, TikTok ha implementato misure per indirizzare gli utenti verso risorse di supporto, come la National Alliance for Eating Disorders. Tuttavia, esperti sottolineano che tali attività, sebbene positive, rappresentano solo un primo passo. È necessaria una riflessione più profonda sulla cultura che alimenta questi trend e sull’importanza di promuovere un’immagine corporea sana e inclusiva.



