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Home » Ambiente » Animali » Non sono i cattivi dei film: oggi si festeggiano gli squali, dobbiamo amarli e non temerli

Non sono i cattivi dei film: oggi si festeggiano gli squali, dobbiamo amarli e non temerli

Gli squali non sono i mostri che immaginiamo: ecco perché la Giornata mondiale del 14 luglio è fondamentale.
Tiziana MorgantiDi Tiziana Morganti14 Luglio 2025
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Uno squalo in fondo al mare
Uno squalo in fondo al mare (fonte: Unsplash)

Il 14 luglio si celebra la Giornata mondiale degli squali, un’occasione dedicata a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza ecologica di questi animali spesso fraintesi. La data non è legata a un evento storico preciso, ma è stata scelta per dare visibilità a una delle specie più antiche e fondamentali per l’equilibrio degli oceani. In un momento storico in cui sempre più squali rischiano l’estinzione, questa giornata rappresenta un’opportunità per fare chiarezza, sfatare miti e promuovere la loro protezione.

Gli squali popolano i mari da oltre 400 milioni di anni, ben prima dei dinosauri. Si tratta di predatori all’apice della catena alimentare, il che significa che svolgono un ruolo cruciale nella regolazione delle popolazioni marine, mantenendo l’equilibrio degli ecosistemi. Esistono oltre 500 specie di squali, dalle imponenti dimensioni dello squalo balena, che può superare i 12 metri di lunghezza ed è totalmente innocuo per l’uomo, fino ai piccoli squali lanterna, lunghi appena 20 centimetri.

Lo squalo martello
Lo squalo martello – National Geographic

Eppure, nonostante la loro importanza ecologica, sono vittime di una cattiva reputazione. Film, cronaca e cultura popolare hanno contribuito a dipingerli come animali aggressivi e pericolosi, quando in realtà gli attacchi agli esseri umani sono rarissimi. Secondo l’International Shark Attack File dell’Università della Florida, si registrano mediamente meno di 10 decessi l’anno a livello globale per attacchi di squalo, un numero insignificante se paragonato ad altre cause naturali o accidentali.

Ben più pericoloso per lo squalo è l’uomo. Ogni anno, secondo stime del WWF e della FAO, vengono uccisi tra 63 e 273 milioni di esemplari, soprattutto a causa della pesca intensiva, del bycatch, cattura accidentale, e del commercio illegale di pinne, destinato in particolare al mercato asiatico per la preparazione della zuppa di pinne di squalo. Questa pratica crudele, nota come shark finning, prevede il taglio delle pinne con rilascio in mare dell’animale ancora vivo, destinato a morire per emorragia o asfissia.

Oggi, circa un terzo delle specie è minacciato di estinzione, secondo la Lista Rossa dell’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura). Le principali minacce, oltre alla pesca eccessiva, includono anche il cambiamento climatico, la perdita di habitat e l’inquinamento marino, in particolare quello da plastica.

La Giornata mondiale degli squali invita, dunque, a cambiare prospettiva. Diverse ONG, istituzioni scientifiche e acquari in tutto il mondo organizzano eventi, mostre e campagne social per educare il pubblico sull’importanza della conservazione di questi animali. Tra le iniziative più efficaci vi sono i programmi di etichettatura e tracciamento satellitare, utili per studiare i loro spostamenti e proteggere le aree più frequentate.

Difendere gli squali, quindi, significa proteggere la salute degli oceani. E celebrare questa giornata è un modo per ricordare che ogni specie ha un ruolo, e che la paura può essere vinta dalla conoscenza.

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