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Home » Attualità » Jeff Bezos voleva chiamarla Cadabra. Poi qualcuno ci sentì “cadavere” e Amazon cambiò per sempre

Jeff Bezos voleva chiamarla Cadabra. Poi qualcuno ci sentì “cadavere” e Amazon cambiò per sempre

Da Cadabra a Relentless.com, la difficile scelta di Jeff Bezos per il brand che ha rivoluzionato l'ecommerce.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino16 Luglio 2025
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Jeff Bezos e il proto Amazon
Jeff Bezos e il proto Amazon (fonte: The Washingtonian/ ph. Jim Lott/Seattle Times)

Il processo di naming è uno dei più importanti e difficili per un’azienda. Si può essere i migliori sul mercato ma senza un nome memorabile non si va da nessuna parte. Jeff Bezos lo sa bene. Così bene che per arrivare ad Amazon ci ha messo un sacco di tempo, schivando un paio di scelte non proprio azzeccate. Il 16 luglio 1995 nasce quello che sarebbe diventato il colosso dell’e-commerce. Anzi, l’entità che ha dato un nuovo senso alla definizione di negozio virtuale, zigzagando tra storture di ogni tipo. La prima denominazione scelta da Bezos per la sua startup fu “Cadabra”, un chiaro riferimento alla celebre formula magica “abracadabra”. L’idea era quella di evocare la magia della trasformazione digitale del commercio librario, ma la realtà si rivelò ben diversa dalle aspettative. L’avvocato di Bezos sollevò immediatamente delle perplessità sul nome scelto, ritenendolo poco immediato e potenzialmente fuorviante.

Pronunciato ad alta voce, infatti, “Cadabra” richiamava inevitabilmente la parola inglese “cadaver”, ovvero cadavere. Una associazione mentale decisamente poco appropriata per un’azienda che puntava a rivoluzionare il mondo del commercio. E non c’era ancora Voldemort a rendere affascinante la formula. La necessità di un cambio di rotta divenne evidente e urgente.

Iniziò così un processo di brainstorming che coinvolse lo stesso Bezos e la sua allora moglie MacKenzie Tuttle (Lauren Sánchez sarebbe arrivata molto dopo). Diverse opzioni furono vagliate attentamente, ciascuna con le proprie potenzialità e limitazioni. Tra le alternative considerate figuravano “Browse.com” e “Bookmall.com”, nomi che riflettevano più direttamente la natura del business ma che mancavano di un fattore decisivo: restare in testa.

Una delle opzioni più serie fu “Relentless.com”, un nome che evocava determinazione e perseveranza. Tanto era stata considerata questa possibilità che Bezos arrivò addirittura a registrare il dominio. Una scelta che si è rivelata lungimirante: ancora oggi, digitando “relentless.com” in qualsiasi browser, si viene automaticamente reindirizzati al sito di Amazon. La decisione finale ricadde su “Amazon”, come il Rio delle Amazzoni, una scelta che si rivelò geniale sotto molteplici aspetti. Innanzitutto, iniziando con la lettera A, il nome garantiva una posizione privilegiata in tutti gli elenchi alfabetici. Pensateci, si digita con velocità fulminea. Poi, l’associazione con il corso d’acqua più grande del mondo ben indicava l’ampiezza e la vastità della selezione libraria che intendeva offrire.

Tanto più che partì dai libri e piano abbracciò ogni categoria merceologica immaginabile.

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