Close Menu
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
Home » Salute » Tecnologia » Da studenti squattrinati a padroni del web: la nascita di Google in un’aula universitaria

Da studenti squattrinati a padroni del web: la nascita di Google in un’aula universitaria

Il 4 settembre 1998 nasceva Google, che in pochi anni si è imposto come il più importante motore di ricerca del web e non solo.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene4 Settembre 2025
Facebook WhatsApp Twitter Telegram
Sergey Brin e Larry Page, i fondatori di Google
Sergey Brin e Larry Page, i fondatori di Google (fonte: AP)

Nel settembre del 1998, in un garage di Menlo Park in California, prese forma un’idea audace che avrebbe dato vita a Google, il motore di ricerca destinato a rivoluzionare il modo in cui il mondo naviga nel web. La storia di Google è legata indissolubilmente a quella di due giovani visionari, Larry Page e Sergey Brin, che furono in grado di trasformare un progetto universitario in un colosso globale. Ricostruiamo qui l’origine di un’invenzione che ha cambiato per sempre il nostro rapporto con l’informazione.

La storia di Google inizia nel 1995, nell’aula di informatica di Stanford University. Larry Page, 22 anni, figlio di un pioniere dell’informatica, si presentò per un dottorato con un’idea singolare: catalogare l’intero web, che allora era un caos di milioni di pagine in rapida espansione. Sergey Brin, 21 anni, immigrato russo con un talento per la matematica, diventò il suo partner quasi per caso, dopo un iniziale scontro di personalità. I due iniziarono a lavorare a un progetto chiamato Backrub, iniziato nel 1996, che analizzava i collegamenti tra siti web per determinarne l’importanza. L’intuizione era rivoluzionaria: invece di contare quante volte una parola appariva su una pagina, come faceva la concorrenza (Altavista, Yahoo!), il loro algoritmo, chiamato PageRank, valutava i link in entrata, dando priorità ai siti più “autorevoli”.

Nel gennaio 1996, Page e Brin iniziarono a testare Backrub sui server di Stanford, scaricando e indicizzando porzioni del web. Lavoravano giorno e notte, usando computer assemblati con pezzi di scarto e persino un server fatto di mattoncini Lego per ospitare i dischi rigidi. Nel 1997 il progetto si sviluppò ulteriormente, e il nome cambiò in “Google“, ispirato a “googol” (1 seguito da 100 zeri), un termine matematico che rifletteva la loro ambizione di organizzare un’infinità di dati. Il dominio google.stanford.edu fu registrato il 15 settembre 1997, e il motore di ricerca iniziò a guadagnare popolarità tra gli studenti per la sua velocità e precisione.

Il 4 settembre 1998 segna la data ufficiale della fondazione di Google Inc.. Page e Brin, con l’aiuto del loro professore Rajeev Motwani, trasformarono il progetto accademico in un’azienda. Un momento cruciale avvenne nell’agosto 1998, quando Andy Bechtolsheim, co-fondatore di Sun Microsystems, vide una demo di Google e firmò sul posto un assegno da 100.000 dollari, intestato a “Google Inc.”, anche se ancora l’azienda non esisteva formalmente. Quel denaro permise ai due di affittare un garage da Susan Wojcicki, futura CEO di YouTube, a Menlo Park, dove Google prese vita con un piccolo team che includeva Craig Silverstein, il primo dipendente.

La homepage di Google.com
La homepage di Google.com (fonte: Wikipedia)

Il primo ufficio era spartano: scrivanie di seconda mano, un server sovraccarico e una lavagna per scarabocchiare idee. E anche la homepage di Google lanciata nel 1998 era minimalista: una barra di ricerca, il logo disegnato da Brin con un software gratuito e due pulsanti, “Search” e “I’m Feeling Lucky”. Ma dietro quella semplicità c’era PageRank, che ordinava i risultati con una precisione mai vista. Nel 1999 Google si trasferì a Palo Alto, attirando investimenti da venture capitalist come Sequoia Capital e Kleiner Perkins, che iniettarono nel progetto 25 milioni di dollari. Entro il 2000 Google gestiva 100 milioni di ricerche al giorno, e divenne il motore di ricerca di Yahoo!, un passo che lo catapultò verso il grande pubblico.

Il successo di Google era il prodotto di un’epoca: negli anni ’90, il web stava esplodendo, ma era un labirinto disorganizzato con motori di ricerca lenti e pieni di spam. Google, con il suo algoritmo e la sua interfaccia pulita, offrì una soluzione: risultati rilevanti in pochi secondi. Nel 2001 Eric Schmidt divenne CEO, occupandosi della gestione professionale dell’azienda mentre Page e Brin si concentravano sull’innovazione. Servizi come Google News (2002), Gmail (2004) e Google Maps (2005) trasformarono l’azienda in un vero e proprio ecosistema digitale.

Ma il percorso non fu privo di sfide: Google affrontò critiche per la gestione della privacy, con le prime controversie sul tracciamento degli utenti, e per la sua rapida espansione, che sollevò timori di monopolio. L’ingresso in borsa nel 2004, con un’offerta pubblica iniziale da 1,67 miliardi di dollari, segnò la sua ascesa a colosso globale, ma anche l’inizio di un dibattito sull’etica tecnologica che continua ancora oggi. Resta il fatto che Google, con oltre 8,5 miliardi di ricerche giornaliere, è attualmente il guardiano dell’informazione globale e ha segnato l’inizio di un’era in cui la conoscenza è a un click di distanza.

Condividi. Facebook WhatsApp Twitter Telegram Email

Potrebbero interessarti anche

Un'immagine della presunta emulazione del cervello di un esemplare di Drosophila melanogaster, il moscerino della frutta

“Abbiamo caricato il cervello di un moscerino in un chip”: l’annuncio shock (ancora da verificare) di un’azienda californiana

10 Marzo 2026
Le varie colorazioni dell'Apple iPhone 17: Lavender, Mist Blue, Black, White, Sage

Hai un vecchio iPhone? Fai attenzione a Coruna: potrebbe rubarti tutto

7 Marzo 2026
Papa Leone XIV di ritorno dal Libano

Papa Leone XIV? Per il Time è un influencer tecnologico (anche se non è favore ai sermoni fatti con IA)

4 Marzo 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
  • Home
  • Chi siamo
  • Staff e redazione
  • Contatti
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
© 2026 CultWeb.it proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - [email protected] | Foto Credits: DepositPhotos

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Digita qui sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.