Sta diventando un caso politico quello della cagnolina anziana lasciata fuori al freddo dal titolare di un rifugio in Val di Fumo, Trentino, lo scorso Ferragosto, quando una coppia di escursionisti, sorpresa da un violento temporale, aveva cercato riparo per la loro cagnolina quattordicenne, tremante e a rischio ipotermia. La richiesta di aiuto, però, è stata respinta dal gestore della struttura: “Qui i cani non entrano“. Nonostante le suppliche della coppia, il titolare è rimasto irremovibile: “Il cane non è mica un bambino. Tu puoi entrare, il cane resta a morire fuori“.
Parole terribili che, nonostante la solidarietà di altri escursionisti presenti, che hanno offerto le loro coperte per asciugare l’animale, non cancellano la violenza del gestore. In un post su Facebook, il proprietario del cane ha tenuto a specificare: “Rispettiamo scrupolosamente i regolamenti e sappiamo bene che il Rifugio Val di Fumo non ammette animali, ma qui non si trattava di una semplice regola: era una vera e propria situazione di emergenza“.
Ora, come anticipato, scende in campo la politica. Il deputato Andrea de Bertoldi (Lega) ha annunciato un’interrogazione parlamentare per chiedere al governo come intende intervenire per evitare episodi simili. De Bertoldi ha anche chiesto alle autorità di pubblica sicurezza di accertare l’accaduto e le eventuali responsabilità. “Gli animali da compagnia meritano di essere trattati con responsabilità e dignità“, ha dichiarato il deputato.

L’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) ha colto l’occasione per ribadire la richiesta al Cai (Club Alpino Italiano) di modificare i regolamenti che vietano l’accesso ai cani nei rifugi, soprattutto in situazioni di emergenza. “La società civile cambia e anche i regolamenti dovrebbero cambiare“, ha dichiarato Ivana Sandri, presidente dell’Enpa del Trentino.
Il regolamento Cai, infatti, vieta l’accesso ai cani solo negli spazi adibiti al pernottamento, soprattutto nelle camerate comuni. Per la zona ristorante, la decisione spetta agli accordi tra le sezioni Cai e i gestori. La normativa nazionale, inoltre, non vieta l’accesso dei cani nei ristoranti e nei pubblici esercizi.
Molti utenti condannano il comportamento del gestore, mentre altri sostengono che i cani debbano essere lasciati a casa quando si va in montagna. Il gestore del rifugio Val di Fumo, contattato da diverse testate giornalistiche, ha preferito non commentare l’accaduto.



