Scimpanzé e bonobo sono i nostri parenti più prossimi nel regno animale. Spesso si sente dire che uomini e scimmie condividono quasi il 99% del DNA, ma è davvero così? E cosa significa “DNA simile”?
La verità è che la famosa percentuale del 98,8% spesso citata, semplifica una realtà più complessa. Il DNA umano e quello dello scimpanzé sono composti da quattro nucleotidi: adenina (A), guanina (G), citosina (C) e timina (T). Immaginiamo il genoma come una stringa di 3 miliardi di queste lettere. Quando si confrontano i due DNA, si cercano le sequenze corrispondenti e si contano le lettere uguali. È come confrontare due versioni di un lunghissimo romanzo, una leggermente modificata rispetto all’altra.
Studi precedenti suggerivano una somiglianza del 98-99%. Ciò significa che, in media, per ogni 100 nucleotidi, uno è diverso tra le due specie. Per contestualizzare, gli esseri umani condividono circa il 99,9% del loro DNA tra loro.

Tuttavia, il 99% è fuorviante perché si concentra solo sulle sezioni di DNA facilmente confrontabili, ignorando quelle più complesse che rappresentano il 15-20% del genoma. Queste includono inserzioni e delezioni, pezzi di DNA presenti in una specie ma non nell’altra, o spostati in posizioni diverse sui cromosomi durante l’evoluzione.
Considerando queste regioni, la differenza sale al 5-10%, e probabilmente supera il 10% se si includono le aree ancora troppo complesse da analizzare con le tecnologie attuali. Uno studio del 2025 ha stimato una differenza del 15% tra i genomi di uomo e scimpanzé, considerando un confronto diretto e completo. Questo metodo, però, rileva anche una variabilità fino al 9% all’interno della stessa specie degli scimpanzé.
La differenza principale risiede nel DNA non codificante, che costituisce circa il 98% del genoma e non produce proteine. Questo DNA contiene regioni regolatrici che controllano come, quando e dove le proteine vengono prodotte, agendo come interruttori che attivano o disattivano i geni. Piccole modifiche in queste regioni possono avere grandi conseguenze sull’espressione del DNA e, di conseguenza, sulle caratteristiche fisiche (fenotipo).
La verità, dunque, è che condividiamo circa l’85% del DNA con gli scimpanzé e i bonobo. Quindi, una somiglianza altissima dal punto di vista biologico. La differenza del 15% può sembrare piccola, ma è più che sufficiente per spiegare tutte le differenze che vediamo tra noi e i nostri “cugini” primati.



