Tomás de Torquemada, figura controversa e simbolo dell’Inquisizione spagnola, è un personaggio la cui storia è avvolta da un alone di mistero. Nato a Valladolid nel 1420 da una famiglia di ebrei convertiti, la sua ascesa al potere è un percorso intricato segnato da ambizione e zelante ortodossia.
Torquemada, fin da giovane, entrò nell’ordine domenicano, diventando priore del convento di Santa Cruz a Segovia. Questo periodo, apparentemente lontano dalle future persecuzioni, fu fondamentale per la formazione del suo pensiero religioso e per la costruzione della sua influenza.
L’influenza di Torquemada sui reali spagnoli, Ferdinando e Isabella, fu determinante per la creazione del Tribunale della Santa Inquisizione nel 1478. L’istituzione nacque per consolidare l’unità religiosa e politica dopo la Reconquista. Controllata dalla monarchia, aveva un carattere politico oltre che religioso, mirando a eliminare dissensi in una Spagna culturalmente frammentata.
Nominato Inquisitore Generale nel 1483, Torquemada riformò il tribunale, rendendolo uno strumento di controllo e repressione. Le sue “Istructiones”, redatte tra il 1484 e il 1498, codificarono le procedure inquisitoriali, segnando un’epoca di persecuzioni contro coloro sospettati di falsa conversione, in particolare ebrei (marranos) e musulmani (moriscos). Le Istructiones regolavano denunce anonime, interrogatori e condanne, spesso con torture e roghi.

Il regno del terrore instaurato da Torquemada portò a circa 100.000 processi e 2.000 condanne a morte in soli quindici anni. La sua ossessione per la purezza religiosa si tradusse in torture, confessioni forzate e roghi, alimentando la “leggenda nera” dell’Inquisizione spagnola. Nonostante il ritiro in un convento ad Avila nel 1492, su esortazione di Papa Alessandro VI, Torquemada continuò ad esercitare la sua influenza, ottenendo l’espulsione degli ebrei dalla Spagna.
Tomás de Torquemada morì il 16 settembre 1498 nel convento domenicano di San Tommaso ad Ávila, dove si era ritirato dopo il 1492. Sebbene avesse lasciato la guida diretta dell’Inquisizione, la sua influenza rimase forte fino alla fine. La sua morte avvenne in relativa tranquillità, senza processi o persecuzioni contro di lui, nonostante la sua figura fosse già oggetto di critiche e timori. Secondo alcuni storici spagnoli, Torquemada morì senza mai esprimere rimorso per le sue azioni, convinto fino all’ultimo della necessità della sua crociata per la purezza religiosa.
L’Inquisizione spagnola, protrattasi per oltre tre secoli, terminò ufficialmente nel 1834. Inizialmente focalizzata su marranos e moriscos, si estese a protestanti e intellettuali eretici. Con l’Illuminismo e i Borboni, perse influenza, venendo abolita temporaneamente nel 1808 e definitivamente sotto Maria Cristina nel 1834, per incompatibilità con i principi liberali. Fu un’istituzione controversa, simbolo di unità religiosa ma anche di intolleranza, alimentando la “leggenda nera” spagnola.



