C’è una macchina che è entrata, suo malgrado, nella storia italiana contemporanea. Si tratta della Citroën Mehari verde di Giancarlo Siani. La vettura riconoscibilissima è quella a bordo della quale il giornalista è stato ucciso il 23 settembre 1985. Ora, si trova a San Giorgio a Cremano, a Villa Bruno, in quella che è stata chiamata la “Sala della Mehari di Giancarlo Siani – Sala della Memoria”.
Dalla pagina della Fondazione Siani leggiamo:
“Verde, scoperta, senza sportelli né tetto. A bordo della sua Mehari, Giancarlo è stato ucciso la sera del 23 settembre 1985. Da allora è diventata un simbolo, un gancio della memoria. Abbiamo sempre immaginato che a bordo della Mehari potessero salire tutte le storie delle vittime innocenti della criminalità. La Mehari è stata esposta fino a maggio 2024 al Palazzo delle Arti di Napoli (Pan), nella Sala della Memoria, accanto all’atrio che, dal 2015 per volontà del Comune di Napoli, è stato dedicato proprio a Giancarlo. Dopo la chiusura del Pan per lavori di ristrutturazione, la macchina di Giancarlo ha trovato una nuova casa“.
La Mehari, un patrimonio collettivo, ha trovato quindi una nuova “casa” all’interno di Villa Bruno, un luogo vivace e frequentato da studenti e cittadini, grazie all’impegno del Sindaco Zinno, del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità e dell’Associazione Libera.
“Ospitare la Mehari di Giancarlo significa rafforzare il legame con la sua memoria”, ha dichiarato lo scorso anno il Sindaco Zinno, sottolineando l’importanza di rendere San Giorgio a Cremano un punto di riferimento per la riflessione sulla legalità e la giustizia. Un percorso iniziato a Napoli, in collaborazione con il Sindaco Gaetano Manfredi, che vede nella Mehari un simbolo tangibile della lotta contro la criminalità organizzata.
Per Paolo Siani, fratello di Giancarlo, la Mehari continua a “camminare veloce”, portando con sé le storie delle vittime innocenti della Campania. A San Giorgio a Cremano, per i prossimi anni, racconterà le mafie dalla parte degli sconfitti.



