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Home » Attualità » Il mistero dei 13 quadri scomparsi: l’eredità Agnelli si trasforma in un caso internazionale

Il mistero dei 13 quadri scomparsi: l’eredità Agnelli si trasforma in un caso internazionale

Nuovo colpo di scena sull'eredità Agnelli, la procura di Roma indaga sulla sparizione di 13 opere d'arte dal valore inestimabile.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino26 Settembre 2025
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Gianni Agnelli
Gianni Agnelli (fonte: Cultweb.it)

Una nuova puntata della complessa saga legale che coinvolge la famiglia Agnelli si apre a Roma. Questa volta al centro della vicenda ci sono 13 opere d’arte di enorme valore, sparite misteriosamente dalla collezione privata di Gianni Agnelli, il leggendario “Avvocato” scomparso nel 2003. La Procura della Capitale ha aperto un’inchiesta per scoprire dove sono finiti le opere d’arte che facevano parte della collezione dell’Avvocato. Tra questi capolavori ci sono opere di Monet, Picasso, De Chirico e Francis Bacon del valore complessivo di diversi milioni di euro.

Il quadro più prezioso è “Mistero e melanconia di una strada” di Giorgio De Chirico, stimato 7 milioni di euro. C’è poi “Glacons, effet blanc” di Claude Monet (4 milioni) e “La scala degli addii” di Giacomo Balla (2 milioni).

Margherita Agnelli accusa i suoi tre figli, John, Lapo e Ginevra Elkann – John è l’attuale presidente di Stellantis (ex Fiat), Lapo è noto imprenditore e personaggio pubblico, Ginevra lavora nel cinema – di aver fatto sparire i quadri, sostenendo che appartenevano all’eredità del padre e quindi spettavano anche a lei. I figli si difendono affermando che la nonna Marella aveva donato loro i dipinti quando era ancora viva, quindi erano di sua proprietà esclusiva e non facevano parte dell’eredità dell’Avvocato.

Margherita Agnelli
Margherita Agnelli (fonte: Panorama)

Secondo il testamento di Gianni Agnelli, le opere si trovavano nelle residenze di famiglia: Villa Frescot e Villa Perosa tra Torino e Roma. Dopo la morte di Marella nel 2019, i quadri erano finiti in “comodato d’uso” a John Elkann, il nipote che oggi guida l’impero industriale di famiglia.

I magistrati romani, guidati dal pm Stefano Opilio, ipotizzano che le opere siano state portate all’estero illegalmente, senza l’autorizzazione del Ministero della Cultura italiana. Questo è un reato grave quando si tratta di opere d’arte di particolare valore storico e culturale.

Le accuse sono di “esportazione illecita di opere d’arte” e “ricettazione”. Un dettaglio inquietante: in un caveau del Lingotto a Torino, di proprietà degli eredi, sarebbero state trovate delle copie di tre dei quadri scomparsi.

Questa è solo l’ultima puntata di una guerra legale che va avanti da anni tra Margherita e i suoi figli per l’eredità miliardaria di Gianni Agnelli.  Gianni Agnelli  era il potentissimo presidente della Fiat e una delle figure più influenti d’Italia. Morì nel 2003 lasciando un patrimonio immenso. Marella Caracciolo, la moglie, una nobildonna italo-napoletana che sposò Agnelli nel 1953, è morta, nel 2019. Margherita Agnelli, figlia di Gianni e Marella, oggi 70enne, ha sempre avuto rapporti tesi con la famiglia per questioni di eredità.

 

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