Nel mare delle diete miracolose, dei prodotti brucia-grassi e delle promesse di dimagrimento rapido, una voce si alza con l’autorevolezza della scienza: quella di Dario Bressanini, chimico e divulgatore scientifico, che ha deciso di trasformare il proprio corpo in un laboratorio vivente. Il risultato di questo esperimento personale è raccolto nel libro “La dieta termodinamica“, pubblicato da Mondadori, un’opera che smonta con rigore scientifico miti e false credenze sul dimagrimento.
La storia inizia nel 2016, quando Bressanini si ritrova davanti a una fotografia che gli restituisce un’immagine inaspettata di sé stesso: è ingrassato. Da quel momento parte un viaggio metodico attraverso le diete più discusse del momento, dalle chetogeniche ai digiuni intermittenti, passando per calcoli meticolosi di macronutrienti. Ma il percorso prende una svolta drammatica quando viene diagnosticato un tumore raro che lo costringe a vivere “di sei mesi in sei mesi”, il melanoma uveale. Questa esperienza personale ha aggiunto una nuova consapevolezza al suo approccio scientifico: la salute del corpo non può essere affidata a mode passeggere o a promesse vuote.

Come spiega al Corriere della Sera, la chiave di tutto risiede in un principio fondamentale: “Alla base di tutto c’è la fisica. È tutta una questione di energia: quanto ne introduciamo e quanto ne consumiamo“. Questa affermazione, apparentemente semplice, nasconde una verità rivoluzionaria nel panorama delle diete contemporanee: non esistono scorciatoie che possano aggirare le leggi della termodinamica.
Il primo principio che emerge dal suo lavoro è inequivocabile: per dimagrire bisogna agire sull’energia che ingeriamo attraverso il cibo o su quella che consumiamo tramite l’attività fisica. In sintesi, bruciare più di quanto assumiamo. È il primo principio della termodinamica applicato al corpo umano, una legge fisica che nessun integratore o regime alimentare alla moda può violare. Ogni prodotto che promette risultati rapidi senza sforzo sta semplicemente ignorando le leggi fondamentali della fisica.
Una delle rivelazioni più sorprendenti del libro riguarda il destino del grasso corporeo durante il dimagrimento. Contrariamente a quanto molti immaginano, la maggior parte del grasso perduto non viene eliminato attraverso il sudore o le feci, ma letteralmente espirato. Gli atomi del tessuto adiposo si trasformano in anidride carbonica e acqua che lasciamo uscire dai polmoni con ogni respiro. Un processo invisibile ma reale, che dimostra come la chimica del corpo segua percorsi spesso controintuitivi.
Bressanini sottolinea però che dimagrire non significa semplicemente contare le calorie ignorando tutto il resto. Vitamine, minerali e fibre non forniscono energia in termini di chilocalorie, ma sono sostanze vitali per il funzionamento dell’organismo. L’equilibrio nutrizionale resta la chiave: perdere peso rinunciando a nutrienti essenziali significa danneggiare la propria salute nel lungo periodo.
Un aspetto cruciale che il divulgatore mette in luce riguarda il controllo che crediamo di avere sulle nostre scelte alimentari. In realtà, il cervello agisce “dietro le quinte”, influenzando fame, sazietà e desideri alimentari attraverso meccanismi ormonali e neurologici complessi. Volontà e biologia non sempre vanno d’accordo, e questo spiega perché mantenere la disciplina alimentare sia così difficile per molte persone.
Sul dibattito tra “calorie buone” e “calorie cattive”, Bressanini è categorico: ai fini del bilancio energetico, una caloria è una caloria. Non esistono calorie con una valenza morale. Ciò che conta è la quantità complessiva ingerita e l’effetto che diversi alimenti hanno su sazietà e comportamento alimentare. Un concetto che ridimensiona molte delle promesse delle diete che demonizzano specifici macronutrienti.
La matematica del dimagrimento è implacabile: per perdere un chilogrammo di peso corporeo bisogna consumare circa 7700 chilocalorie in più di quelle assunte. Una legge semplice ma che richiede costanza e tempo, due elementi che le diete miracolose promettono di eliminare.
Il corpo umano, tuttavia, non è un sistema passivo. Quando aumentiamo l’attività fisica, l’organismo tende a compensare attraverso meccanismi di adattamento: possiamo inconsciamente mangiare di più o ridurre altri movimenti durante la giornata. Anche questo è un meccanismo di equilibrio energetico che il corpo mette in atto per difendere le proprie riserve.
Ma se perdere peso è difficile, mantenerlo lo è ancora di più. Il corpo cerca costantemente di tornare alla quota di grasso corporeo che considera normale e sicura. Questo spiega perché molte persone riacquistano il peso perso dopo una dieta: non è una questione di mancanza di volontà, ma di fisiologia. La vera sfida non è raggiungere un obiettivo di peso, ma stabilizzarsi in una nuova condizione e mantenerla nel tempo.
L’ultima verità che Bressanini condivide è forse la più liberatoria: nessuno può stare a dieta per sempre. Le diete dimagranti sono, per definizione, temporanee. L’obiettivo finale non deve essere vivere in restrizione continua, ma imparare a gestire l’alimentazione con consapevolezza, comprendendo i meccanismi che regolano il nostro corpo e facendo scelte informate basate sulla scienza, non sulle mode del momento.



