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Home » Salute » Scienza » Cos’è l’osteomielite, la malattia che ha colpito Natalia Titova (e ha fatto piangere Filippo Magnini)

Cos’è l’osteomielite, la malattia che ha colpito Natalia Titova (e ha fatto piangere Filippo Magnini)

Cos'è l'osteomielite: sintomi, diagnosi e cure per la grave infezione ossea che ha colpito Natalia Titova.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino26 Ottobre 2025Aggiornato:26 Ottobre 2025
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rappresentazione scheletro umano
rappresentazione scheletro umano (fonte: FreePik)

Definita per la prima volta nel 1844 dal chirurgo francese Auguste Nelaton, l’osteomielite è una delle malattie più antiche documentate dalla comunità scientifica. Si tratta di una grave infiammazione dell’osso causata da un agente infettivo, nella maggior parte dei casi un batterio, che penetra nel tessuto scheletrico scatenando una risposta infiammatoria acuta o cronica. In passato rappresentava una sfida diagnostica e terapeutica enorme, data la carenza di strumenti adeguati. Oggi, grazie ai progressi della medicina, è possibile diagnosticarla precocemente e trattarla con efficacia, ma rimane fondamentale riconoscerne i sintomi e agire tempestivamente.

Il dolore è solitamente il primo segnale che spinge il paziente a rivolgersi al medico, seguito da calore localizzato nella zona colpita, tumefazione evidente e limitazione funzionale dell’arto o dell’articolazione interessata.

La diagnosi di osteomielite si basa su una serie di test. Il primo è un semplice esame del sangue che valuta eventuali innalzamenti di sostanze che indicano una flogosi in corso. Poi, la radiografia standard rimane fondamentale come primo approccio, ma è la risonanza magnetica a rappresentare l’esame ideale per identificare con precisione l’estensione dell’infezione. Infine, occorre identificare il batterio responsabile dell’infezione.

L’osteomielite si presenta in forme acute e forme croniche, ciascuna con caratteristiche cliniche specifiche. Le forme acute mostrano quadri sintomatologici più evidenti e drammatici, mentre quelle croniche possono manifestarsi in modo subdolo, rendendo la diagnosi più complessa. Dal punto di vista fisiopatologico, si distinguono tre situazioni principali: l’osteomielite ematogena, più frequente nei bambini in età scolare e che colpisce le aree dello scheletro maggiormente vascolarizzate; quella secondaria a un’infezione contigua, tipica dell’adulto e spesso conseguente a fratture esposte o correlata a impianti protesici; infine, quella associata a problematiche vascolari periferiche, come nel caso del piede diabetico.

disegno di uno scheletro
disegno di uno scheletro (fonte: Unsplash)

Il trattamento varia significativamente tra forme acute e croniche. Nelle forme acute, la terapia si basa prevalentemente sull’uso di antibiotici specifici, somministrati per via orale, endovenosa o intramuscolare per un periodo prolungato, generalmente di circa sei settimane. Solo in alcuni casi è necessario un intervento chirurgico per evacuare l’ascesso che si forma, rimuovere il pus e pulire i tessuti infetti. Si tratta di procedure eseguite in sala operatoria che richiedono poi un monitoraggio attento e prolungato del paziente.

Le forme croniche presentano una sfida terapeutica maggiore a causa della presenza del sequestro, un frammento di osso necrotico circondato da tessuto vitale. Questo tessuto morto, colonizzato dai batteri, non è vascolarizzato e quindi inaccessibile agli antibiotici che circolano nel sangue. In questi casi diventa indispensabile l’intervento chirurgico di sequestrectomia, che consiste nell’asportazione del sequestro osseo accompagnata da un’accurata pulizia dei tessuti molli circostanti e seguita da terapia antibiotica mirata.

Natalia Titova, ex maestra di danza a Ballando con le stelle, compagna di Massimiliano Rosolino, è affetta da tempo da una forma cronica di osteomielite. Durante la puntata del 25 ottobre, il concorrente Filippo Magnini ha voluto dedicare un pensiero a Rosolino per la battaglia silenziosa che sta combattendo al fianco di Titova.

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