Il Giappone sta affrontando un’emergenza senza precedenti: da qualche mese, gli orsi hanno attaccato circa 100 persone nel paese, causando almeno 13 vittime, il bilancio più grave degli ultimi quindici anni. Gli incidenti si verificano quasi quotidianamente nelle aree popolate, principalmente nelle regioni montuose del nord, portando le autorità locali a richiedere l’intervento dell’esercito.
Nelle scorse ore le truppe delle Forze di Autodifesa giapponesi sono state ufficialmente schierate nella prefettura di Akita per supportare le operazioni di contrasto agli orsi.
I soldati, equipaggiati con spray anti-orso e scudi protettivi, avranno il compito di trasportare e posizionare trappole con gabbie d’acciaio per catturare gli animali, assistere i cacciatori locali negli abbattimenti e occuparsi dello smaltimento delle carcasse. L’operazione è iniziata nella città di Kazuno e sarà gradualmente estesa ad altri comuni fino alla fine di novembre.
Gli attacchi sono avvenuti in luoghi inquietantemente vicini alla vita quotidiana dei residenti: supermercati, fermate degli autobus, scuole e persino resort termali. Il 29 ottobre, le telecamere di sicurezza hanno ripreso un orso che sfondava l’ingresso di una scuola elementare pubblica a Nanyo, nella prefettura di Yamagata. Lo stesso giorno, un altro orso è stato trovato in una struttura per l’allenamento indoor di baseball in un liceo privato nella città di Yamagata, causando la cancellazione delle attività dei club sportivi.
Nella prefettura di Iwate, orsi sono stati avvistati nei terreni dell’università di Morioka per due giorni consecutivi, il 28 e 29 ottobre, portando alla cancellazione delle lezioni. Solo nella prefettura di Akita, che conta circa 880.000 abitanti, gli orsi hanno attaccato più di 50 persone da maggio, uccidendone almeno quattro.
Il bilancio umano continua ad aggravarsi: martedì un uomo di 77 anni ha riportato ferite vicino all’occhio destro e alla mano destra mentre consegnava giornali nella città di Akita. Lunedì, una donna di 79 anni è stata trovata morta nei boschi della prefettura dopo un attacco da parte di un orso.
Le autorità locali hanno emanato severe regole di sicurezza, invitando i residenti a rimanere in casa dopo il tramonto e a evitare le aree boschive dense.
Per proteggere i bambini durante il tragitto casa-scuola, il ministero dell’Istruzione, Cultura, Sport, Scienza e Tecnologia e il ministero dell’Ambiente hanno diramato una direttiva alle commissioni scolastiche di tutto il paese il 30 ottobre. Le linee guida includono l’ispezione e l’adeguamento dei percorsi scolastici quando necessario, l’istituzione di un sistema di comunicazione e l’inserimento di protocolli specifici per gli incidenti con orsi nei manuali di gestione delle crisi scolastiche.
Il documento suggerisce misure che vanno dal riaccompagnamento da parte dei genitori alla chiusura temporanea delle scuole o all’adozione di lezioni online da casa in caso di probabile incontro con orsi lungo i percorsi scolastici. Tra i consigli pratici: non portare cibo durante gli spostamenti e allontanarsi immediatamente se si avvistano impronte di orso.
Accanto a strumenti riconosciuti come efficaci, quali campanelli per orsi e campanelli da bicicletta, il ministero ha introdotto una soluzione insolita: portare con sé bottiglie di plastica vuote. Secondo le autorità, gli orsi detesterebbero il suono prodotto dallo schiacciamento delle bottiglie, una contromisura praticata nelle regioni settentrionali come Hokkaido e Tohoku.
Il Giappone ospita due specie principali di orsi: l’orso nero asiatico e l’orso bruno di Hokkaido. Gli esperti individuano diverse cause dietro l’aumento degli incidenti. La crescita della popolazione di orsi nel paese si combina con lo spopolamento delle aree rurali a favore delle città e con la riduzione del numero di cacciatori dovuta all’invecchiamento della popolazione. Anche i cambiamenti climatici giocano un ruolo significativo, influenzando la disponibilità di cibo e i modelli di ibernazione degli animali.



