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Home » Ambiente » Animali » L’acqua dell’Amazzonia è più calda di una Jacuzzi, morti centinaia di delfini

L’acqua dell’Amazzonia è più calda di una Jacuzzi, morti centinaia di delfini

 L'acqua del lago Tefé ha raggiunto i 41°C, uccidendo oltre 150 delfini rosa. Un disastro causato dalla crisi climatica che colpisce l'Amazzonia.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino8 Novembre 2025
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delfini
delfini in acqua (fonte: Unsplash)

Quando i corpi dei delfini hanno iniziato ad apparire sulle sponde del lago Tefé, nel cuore dell’Amazzonia brasiliana, l’idrologo Ayan Fleischmann è stato mandato sul posto per capire cosa stesse succedendo. Quello che ha trovato lo ha lasciato senza parole: una siccità devastante combinata con un’ondata di calore eccezionale aveva trasformato il lago in una pentola bollente, con l’acqua che superava i 39°C.

Nel lago più caldo, quello di Tefé, la temperatura ha toccato il picco incredibile di 41°C – più calda di una normale vasca idromassaggio, che viene solitamente impostata tra i 37 e i 39 gradi. “Non potevi nemmeno mettere un dito nell’acqua senza scottarti“, ha raccontato Fleischmann, che lavora all’Istituto Mamirauá per lo Sviluppo Sostenibile.

Una strage silenziosa

Nella settimana del 23 settembre 2023, sono stati ritrovati morti 153 delfini: 130 erano delfini rosa del Rio delle Amazzoni e 23 tucuxi, un’altra specie di delfino d’acqua dolce. Entrambe queste specie sono già classificate come in pericolo di estinzione. I ricercatori stimano che nel lago Tefé vivano circa 900 delfini rosa e 500 tucuxi, il che significa che è morto circa il 10% della popolazione locale.

I delfini rosa, chiamati anche inia, sono i più grandi delfini di fiume del mondo e possono raggiungere i 2,5 metri di lunghezza. Il loro colore caratteristico deriva dalla pelle naturalmente chiara attraverso cui si vedono i vasi sanguigni. I tucuxi, più piccoli (massimo un metro e mezzo), sono considerati dalle comunità locali i guardiani dei fiumi e simbolo di buona fortuna.

Ma i delfini rappresentano solo la parte più visibile di un disastro ambientale molto più ampio. Centinaia di pesci sono morti, le alghe sono andate in sofferenza facendo diventare rossa l’acqua del lago, e l’intero ecosistema ha subito uno shock tremendo.

Il team di ricerca ha visitato dieci laghi nella zona centrale dell’Amazzonia e ha scoperto che cinque di questi avevano temperature dell’acqua eccezionalmente alte, superiori ai 37°C, molto oltre i normali 29-30 gradi. La superficie del lago Tefé si è ridotta del 75% a causa della siccità.

Quello che ha reso la situazione ancora più pericolosa è che l’acqua era caldissima non solo in superficie, ma anche in profondità. I ricercatori hanno identificato quattro cause principali che si sono rafforzate a vicenda:

  • Forte radiazione solare: il sole batteva fortissimo su un lago sempre più piccolo.
  • Acque poco profonde: con meno acqua, il calore si concentrava di più.
  • Vento debole: mancava il vento per raffreddare la superficie.
  • Acqua torbida: la nuvolosità dell’acqua intrappolava ancora più calore.

Un altro fattore di stress per gli animali è stato lo sbalzo termico: dai 41°C di giorno si passava ai 27°C di notte, un’oscillazione troppo brusca per molte specie acquatiche.

paesaggio amazzonico
paesaggio amazzonico (fonte: Unsplash)

Per capire se si tratta di un fenomeno nuovo, i ricercatori hanno analizzato i dati della NASA dal 1990 ad oggi. Il risultato è preoccupante: i laghi amazzonici si stanno riscaldando di circa 0,6°C ogni dieci anni, più velocemente della media globale.

Fleischmann ha definito questa situazione un “problema trascurato”. I laghi tropicali sono fondamentali per la sopravvivenza delle comunità locali che dipendono dalla pesca e dall’acqua dolce, eppure sono stati studiati molto meno rispetto ai laghi europei o nordamericani. Si pensava fossero ecosistemi relativamente stabili, ma i fatti dimostrano il contrario.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Science proprio mentre in Brasile si svolgevano i colloqui sul clima COP30 delle Nazioni Unite. Purtroppo, un’altra siccità da record si è verificata in Amazzonia anche nel 2024, dimostrando che questi eventi estremi stanno diventando sempre più frequenti e gravi.

Perché dovrebbe interessarci? Come ha spiegato David Hannah, professore all’Università di Birmingham e coautore di uno studio sul tema, durante le siccità le radiazioni solari sono più intense mentre i livelli dell’acqua sono più bassi e i fiumi scorrono più lentamente. Questo crea condizioni perfette per il surriscaldamento dell’acqua, con conseguenze devastanti per la vita acquatica.

“L’aumento delle temperature dell’acqua può avere effetti significativi e spesso dannosi per la vita acquatica, colpendo sia le singole specie che interi ecosistemi”, ha affermato Hannah. “Queste tendenze diventeranno più intense e frequenti con i cambiamenti climatici”.

Fleischmann è stato molto diretto: “L’emergenza climatica è qui, non ci sono dubbi”. Il ricercatore ha partecipato al vertice COP30 per chiedere un monitoraggio a lungo termine dei laghi amazzonici e una maggiore partecipazione delle popolazioni locali – comprese le comunità indigene, i residenti fluviali e le comunità afro-discendenti – nello sviluppo di soluzioni concrete.

La tragedia dei delfini del lago Tefé ci ricorda che la crisi climatica non è un problema del futuro: sta già colpendo gli ecosistemi più fragili del pianeta, proprio ora.

 

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