Le vacanze all’estero stanno per diventare molto più semplici per chi non mastica lingue straniere. Apple ha annunciato che la traduzione in tempo reale sugli AirPods, presentata lo scorso giugno durante la WWDC, debutterà finalmente anche in Unione Europea, Italia inclusa. Una novità che promette di abbattere le barriere linguistiche senza bisogno di traduttori vocali o app dedicate.
La funzione, chiamata Live Translation, permette di conversare con una persona che parla una lingua diversa e ascoltare la traduzione direttamente nell’auricolare, come se si avesse un interprete personale sempre a disposizione. Il tutto senza costi aggiuntivi.
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Basta indossare gli AirPods, collegarli all’iPhone e assicurarsi di aver attivato Apple Intelligence. A questo punto si lancia l’app Traduci e si tocca la voce In tempo reale che appare nella sezione inferiore dello schermo. Dopo aver specificato la lingua di origine, quella parlata dall’interlocutore, e la propria lingua per ricevere la traduzione, si può avviare la funzione con un tap su Avvia traduzione oppure tenendo premuto lo stelo di entrambi gli AirPods contemporaneamente.
Esiste anche un metodo ancora più rapido: ricorrere a Siri pronunciando semplicemente “Ehi Siri, avvia la traduzione in tempo reale“. La conversazione può quindi fluire in modo naturale, con ciascun interlocutore che parla nella propria lingua mentre ascolta la traduzione attraverso gli auricolari.
La funzionalità supporta nove lingue: cinese, coreano, francese, giapponese, inglese, italiano, portoghese, spagnolo e tedesco. Una selezione che copre gran parte delle destinazioni turistiche più frequentate dagli italiani e le principali lingue utilizzate nel business internazionale.
Non tutti però potranno sfruttare questa novità. La traduzione in tempo reale richiede modelli specifici di AirPods: AirPods Pro 3, AirPods Pro 2 e AirPods 4 con cancellazione attiva del rumore. Inoltre, gli auricolari devono essere abbinati a un iPhone che supporti Apple Intelligence, ovvero iPhone 15 Pro, iPhone 16 o modelli successivi.
Il ritardo nel debutto europeo è stato causato dai requisiti previsti dal Digital Markets Act, ma ora la funzione è finalmente disponibile per essere provata tramite l’Apple Developer Program. Dal mese prossimo verrà rilasciata anche la beta pubblica attraverso il programma Apple Beta Software, permettendo a un numero maggiore di utenti di testare questa tecnologia prima del lancio definitivo.



