Oggi internet sta vivendo una giornata da incubo. Migliaia di persone in Italia e nel resto del mondo si sono trovate impossibilitate ad accedere ai loro siti preferiti, dalle piattaforme social alle app di lavoro. Il colpevole? Un malfunzionamento di Cloudflare, un’infrastruttura digitale che sostiene buona parte del web moderno.
Il problema è emerso intorno alle 12:17 ora italiana, quando Cloudflare ha riconosciuto ufficialmente che qualcosa non andava. La situazione è peggiorata rapidamente: alle 12:48 il disservizio era diventato critico. L’azienda ha ammesso di essere al corrente del guasto e ha promesso aggiornamenti appena possibile, ma nel frattempo una porzione enorme di internet era praticamente fuori uso.
Per capire perché questo guasto ha avuto un impatto così devastante, bisogna sapere cos’è davvero Cloudflare. Si tratta di una piattaforma che funziona come ponte tra chi naviga e i server dove risiedono i siti web. In pratica, quando visiti un sito protetto da Cloudflare, non ti connetti direttamente al server originale ma passi attraverso la loro rete globale di data center.
Questo sistema offre due vantaggi principali: rende i siti più veloci da caricare e li protegge da attacchi informatici come i DDoS (quegli attacchi che sommergono un sito di richieste fino a mandarlo in crash) o dai bot malevoli. Cloudflare fornisce anche firewall avanzati, servizi DNS super rapidi e ottimizza automaticamente le prestazioni dei siti.

Il problema è che quando un servizio così centrale smette di funzionare, l’effetto domino è immediato: migliaia di siti diventano irraggiungibili in un colpo solo.
L’elenco dei servizi colpiti è impressionante. Tra i nomi più noti ci sono X (il social network di Elon Musk, ex Twitter), ChatGPT (l’intelligenza artificiale di OpenAI che milioni di persone usano ogni giorno) e Spotify (la piattaforma di streaming musicale). Ma non si è fermato qui: anche videogiochi online come League of Legends e Valorant hanno subito interruzioni, così come strumenti di lavoro come Canva.
Su Downdetector, il sito che monitora i problemi della rete, le segnalazioni sono esplose proprio nelle ore più critiche, con picchi record per X e ChatGPT. Gli utenti hanno capito abbastanza in fretta che non si trattava di problemi isolati dei singoli servizi, ma di qualcosa di molto più esteso.
Questo tipo di disastro digitale non è una novità. Un paio di mesi fa un guasto simile aveva coinvolto AWS, il servizio cloud di Amazon, causando problemi diffusi su decine di siti. All’inizio alcuni hanno pensato che potesse essere di nuovo colpa di Amazon, ma stavolta il problema era proprio di Cloudflare.



