Per anni gli scienziati hanno sperato di trovare acqua liquida nascosta sotto i ghiacci marziani. Il pianeta rosso, che miliardi di anni fa era attraversato da fiumi e laghi, oggi è un deserto gelido e apparentemente privo di vita. Eppure qualcosa aveva fatto sperare: il radar MARSIS, montato su una sonda europea, aveva captato strani segnali dalla calotta polare sud del pianeta, in una zona larga circa 20 chilometri. Quelle riflessioni anomale sembravano gridare “qui sotto c’è acqua”.
Il ragionamento aveva una sua logica: sotto i ghiacci, protetta dalle temperature polari estreme della superficie, l’acqua potrebbe mantenersi liquida grazie al calore interno del pianeta o a concentrazioni elevate di sali che ne abbassano il punto di congelamento. Un ambiente del genere, seppur estremo, potrebbe persino ospitare forme di vita microbica.
Ma adesso arriva una doccia fredda. Gareth Morgan e il suo team hanno pubblicato uno studio sulla rivista Geophysical Research Letters che rimette tutto in discussione. Hanno usato un altro strumento, il radar SHARAD del Mars Reconnaissance Orbiter, che lavora con frequenze diverse e più precise. Fino a poco tempo fa questo radar non riusciva a penetrare abbastanza in profondità, ma grazie a una nuova manovra chiamata “very large roll” i ricercatori sono riusciti a sondare gli strati più profondi della calotta.

Il risultato? Dove MARSIS vedeva segnali fortissimi che suggerivano acqua liquida, SHARAD ha rilevato solo echi debolissimi. Questo cambia tutto: un segnale così flebile indica probabilmente la presenza di materiali solidi e lisci, come roccia compatta o altri tipi di ghiaccio, non certo un lago sotterraneo.
Come mai due radar danno risposte così diverse? MARSIS opera con onde a bassa frequenza, perfette per penetrare in profondità ma meno precise nel distinguere cosa si nasconda laggiù. SHARAD invece usa frequenze più alte che offrono maggiore risoluzione: è come passare da una foto sgranata a una nitida. E la foto nitida mostra qualcosa di molto diverso da quanto immaginato.
Le spiegazioni alternative non mancano. Potrebbero esserci strati di ghiaccio secco (anidride carbonica solidificata) che riflettono le onde radar in modo particolare, oppure depositi di ghiaccio ricco di sali o argille. Tutti materiali che producono segnali interessanti ma che non hanno nulla a che vedere con l’acqua liquida.
Questa scoperta non chiude definitivamente la questione, ma invita a procedere con maggiore cautela. La ricerca di acqua su Marte continua, solo che adesso sappiamo quanto sia fondamentale confrontare dati da strumenti diversi prima di cantare vittoria. Il pianeta rosso custodisce ancora molti segreti, ma forse quello dell’acqua liquida sotto i ghiacci è destinato a rimanere tale ancora per un po’.



