Netflix è uscita vincitrice dalla battaglia per l’acquisizione di Warner Bros. Discovery e ha iniziato trattative esclusive per finalizzare un accordo che potrebbe rivoluzionare completamente il panorama dell’intrattenimento globale. Secondo fonti vicine alla trattativa, il gigante dello streaming avrebbe offerto circa 28 dollari per azione, principalmente in contanti, battendo le proposte concorrenti di Paramount e Comcast.
L’offerta di Netflix si concentra specificamente sugli studi Warner Bros e sulla piattaforma di streaming HBO Max, tralasciando le reti televisive lineari come CNN e TNT. Si tratta di una mossa senza precedenti per la compagnia di Los Gatos, che nella sua storia ha preferito una crescita organica evitando grandi acquisizioni. L’operazione segna un cambio di strategia radicale per un’azienda che ha sempre costruito i propri contenuti da zero.
La posta in gioco è altissima: Warner Bros. Discovery ha messo ufficialmente in vendita i propri asset a ottobre, dopo aver ricevuto tre offerte consecutive da Paramount. L’obiettivo era chiudere un accordo entro metà o fine dicembre. Netflix avrebbe anche proposto una clausola di rottura da 5 miliardi di dollari nel caso in cui l’operazione non dovesse andare a buon fine, secondo quanto riportato da Bloomberg.
Paramount Skydance, guidata da David Ellison, aveva presentato un’offerta di 27 dollari per azione per l’intero gruppo Warner Bros. Discovery, comprese le reti televisive. La compagnia ha però contestato duramente il processo di vendita, definendolo in una lettera agli avvocati di Warner “contaminato” e “predeterminato a favorire un singolo offerente”, in chiaro riferimento a Netflix. Paramount ha inoltre sostenuto di essere l’unica tra i tre pretendenti ad avere un percorso chiaro verso la chiusura dell’accordo, sostenendo che l’operazione Netflix-Warner non otterrebbe mai l’approvazione delle autorità antitrust.
Le accuse di Paramount non si sono fermate qui. In una lettera del 3 dicembre indirizzata al CEO di Warner David Zaslav, gli avvocati della compagnia hanno affermato che Warner avrebbe “abbandonato l’apparenza e la realtà di un processo di transazione equo, abdicando così ai propri doveri verso gli azionisti”. Secondo Paramount, il processo di vendita sarebbe stato viziato da conflitti di interessi del management, con alcuni membri della dirigenza potenzialmente interessati a ruoli e compensi post-transazione.
Il ruolo di David Zaslav nella futura struttura aziendale rimane infatti poco chiaro. Il suo accordo di compensazione è stato recentemente rivisto per tenere conto di una possibile vendita di Warner Bros. Discovery, anziché della separazione formale delle attività in due società pubbliche come originariamente pianificato. Paramount aveva offerto a Zaslav un ruolo nel caso di fusione tra le due compagnie, ma non è chiaro quale posizione possa ricoprire in un’eventuale fusione Netflix-Warner.

L’acquisizione darebbe a Netflix accesso a uno dei cataloghi più preziosi di contenuti e proprietà intellettuali al mondo. La compagnia metterebbe le mani su franchise iconici come Harry Potter, DC Comics, Game of Thrones, oltre alla biblioteca Hanna-Barbera e al catalogo MGM pre-maggio 1986. Gli asset includerebbero Warner Bros Television, Warner Bros Motion Picture Group, DC Studios, HBO, HBO Max e le loro intere biblioteche di film e serie televisive.
Jessica Reif Erlich, analista di Bank of America, ha definito gli studi Warner Bros e le loro proprietà intellettuali un “gioiello della corona“. L’analista ha sottolineato che i tre acquirenti erano “disposti a pagare per l’eliminazione di un concorrente, l’acquisizione del controllo di franchise e il potenziale di sinergia derivante dall’integrazione di una delle biblioteche di contenuti e IP più preziose al mondo nelle loro piattaforme”.
Per Netflix, l’operazione rappresenterebbe un cambio di paradigma significativo. Mentre la piattaforma è leader indiscussa per numero di abbonati allo streaming, è ancora indietro rispetto ad altre compagnie media per quanto riguarda il catalogo di specifiche proprietà intellettuali che possano essere sfruttate per parchi a tema, esperienze dal vivo, spettacoli a Broadway, gaming e merchandising. L’acquisizione di DC Comics, Harry Potter e altre proprietà della biblioteca Warner fornirebbe a Netflix un set nutrito di IP riconosciute a livello globale. Inoltre, l’operazione darebbe alla piattaforma capacità di produzione fisica e prestigio che potrebbero aiutare ad attrarre talenti di primo livello.
Netflix otterrebbe anche un apparato di distribuzione cinematografica globale, elemento che ha sollevato preoccupazioni significative nel settore dell’esibizione cinematografica. Un gruppo di produttori cinematografici anonimi ha inviato una lettera al Congresso americano denunciando che l’acquisto dello studio da parte di Netflix “metterebbe un cappio intorno al mercato cinematografico”. La lettera chiede “il massimo livello di scrutinio antitrust” sull’operazione, sostenendo che potrebbe danneggiare gravemente i cinema riducendo la finestra tra l’uscita dei film Warner Bros nelle sale e il loro arrivo in streaming a sole due settimane.
Netflix ha dichiarato che onorerebbe gli impegni cinematografici di Warner Bros in caso di fusione. Tuttavia, la compagnia guidata dai co-CEO Ted Sarandos e Greg Peters ha ripetutamente sottolineato negli anni che il suo focus è rivolto principalmente al servizio dei propri abbonati streaming. Netflix è nota per la sua pratica di favorire una finestra esclusiva di 17 giorni per i cinema prima che i film arrivino nelle case, mentre il circuito numero uno dei cinema americani AMC ha fatto pressioni per ottenere una finestra di 45 giorni. Le due parti sono state finora così lontane che i principali lungometraggi rilasciati quest’anno dalla piattaforma (Frankenstein, House of Dynamite, Wake Up Dead Man e Jay Kelly) non hanno ottenuto alcuna proiezione nei primi tre circuiti cinematografici degli USA (AMC, Regal e Cinemark).
Tutti e tre gli acquirenti offrivano un premio significativo rispetto al prezzo delle azioni pre-fusione. Gli asset che non andrebbero probabilmente a Netflix, secondo i piani di divisione originali di Warner Bros. Discovery, includono i marchi e canali televisivi di intrattenimento, sport e news a livello globale come CNN, TNT Sports, le reti Discovery, i principali canali in chiaro in Europa, il servizio di streaming Discovery+ e Bleacher Report.
L’operazione, se dovesse concretizzarsi, richiederebbe comunque l’approvazione delle autorità regolatorie, un passaggio tutt’altro che scontato. Le due compagnie dovranno affrontare potenziali ostacoli antitrust significativi, considerando che Netflix è il servizio di streaming dominante sia negli Stati Uniti che a livello globale. L’aggiunta di HBO Max al portfolio potrebbe sollevare preoccupazioni sulla concentrazione del mercato dello streaming nelle mani di un unico operatore. Le prossime settimane saranno decisive per capire se questa operazione storica potrà davvero ridisegnare il futuro dell’intrattenimento globale.
