Close Menu
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
Home » Salute » Scienza » A 11 anni si decide il tuo rischio demenza: lo studio che rivela quando inizia davvero

A 11 anni si decide il tuo rischio demenza: lo studio che rivela quando inizia davvero

Uno studio rivela che il rischio di demenza non inizia da anziani! I fattori di rischio si sviluppano fin dall'infanzia. È il momento di proteggere il cervello.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino14 Dicembre 2025
Facebook WhatsApp Twitter Telegram
immagine sfocata di una donna
immagine sfocata di una donna (fonte: Unsplash)

Quando si parla di demenza, termine che che racchiude malattie che causano il declino delle capacità cognitive, si pensa subito agli anziani. Tuttavia, la scienza sta scoprendo che i problemi che portano a queste malattie non spuntano all’improvviso in vecchiaia, ma hanno radici che affondano nell’infanzia e nella giovane età adulta. Questo significa che la vera prevenzione deve iniziare molto prima.

Un nuovo studio ha sottolineato un fatto sorprendente: la capacità cognitiva (quanto siamo “bravi” a pensare) che hai a 70 anni è strettamente collegata alla tua capacità cognitiva quando avevi solo 11 anni. In pratica, se una persona anziana ha capacità cognitive basse, è probabile che quelle capacità fossero già inferiori fin da quando era bambino, e non solo per un rapido peggioramento da anziano.

I ricercatori sottolineano che intervenire quando la demenza è già in corso è quasi inutile. Per questo, l’attenzione si è spostata su due “finestre d’intervento” cruciali. Alcuni fattori di rischio, come traumi cranici, un basso livello di istruzione e persino l’intervallo tra le gravidanze dei genitori, possono lasciare un segno sul cervello. Questa fase è considerata una vera e propria “finestra di intervento cruciale” per ridurre drasticamente il rischio di demenza futura.

Due anziani che giocano a scacchi
Due anziani che giocano a scacchi (fonte: Unsplash)

Un team di esperti internazionali ha identificato i principali fattori su cui i giovani possono agire per proteggere il loro cervello. Non sono solo vizi, ma vere e proprie condizioni di rischio che possono accelerare i problemi cognitivi futuri:

  • fumo, alcol eccessivo, mancanza di attività fisica (sedentarietà) e l’isolamento sociale.

  • Avere diabete, obesità, ipertensione (pressione alta) o colesterolo LDL elevato.

  • Esposizione all’inquinamento e subire traumi cranici. Anche la perdita precoce di udito o vista è collegata al rischio di demenza.

Gli scienziati non si sono limitati a dare avvertimenti, ma hanno proposto una strategia in tre punti per affrontare il problema, a partire dall’educazione. Aumentare la consapevolezza sui rischi e sui benefici di una buona salute cerebrale, magari attraverso campagne educative a scuola e tasse sui prodotti dannosi (come sigarette e alcol) per finanziare la prevenzione. Coinvolgere attivamente i giovani adulti nella definizione delle politiche sanitarie locali. Creare, infine, una vera e propria “Carta della Salute Cerebrale” per mantenere alta l’attenzione sul benessere del cervello in tutte le fasi della vita.

I giovani di oggi sono già molto attenti alla loro salute mentale e alla neurodiversità (come ADHD o autismo). Questa consapevolezza è la chiave per far capire loro che il cervello è un organo che va protetto fin da subito, perché le decisioni prese oggi hanno un impatto diretto su ciò che succederà tra decenni.

Condividi. Facebook WhatsApp Twitter Telegram Email

Potrebbero interessarti anche

Il contenitore di Artemis

Artemis II è partita e si è portata dietro oltre 5 milioni di persone (tutte “sistemate” in una scheda SD)

2 Aprile 2026
Rappresentazione artistica della luna rosa

Non sarà rosa davvero, ma stasera la Luna si prende il cielo e c’è qualcosa che la rende diversa dal solito

1 Aprile 2026
Pianta di ricino

Cos’è la ricina, il veleno di Breaking Bad: invisibile, senza tracce, letale per Antonella Di Jelsi e la figlia Sara

31 Marzo 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
  • Home
  • Chi siamo
  • Staff e redazione
  • Contatti
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
© 2026 CultWeb.it proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - [email protected] | Foto Credits: DepositPhotos

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Digita qui sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.