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Home » Lifestyle » Cibo » La guerra del Panettone: perché la forma “a cupola” è un’invenzione del marketing?

La guerra del Panettone: perché la forma “a cupola” è un’invenzione del marketing?

Sai perché il panettone è così alto? Scopri la sfida tra Motta e Alemagna e come un errore ha creato il dolce più amato d'Italia.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino21 Dicembre 2025
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fetta di panettone
fetta di panettone (fonte: FreePik)

Oggi lo diamo per scontato, ma il panettone non è sempre stato il “grattacielo” soffice che vediamo sulle nostre tavole. Fino ai primi del Novecento, il dolce tipico di Milano era una sorta di focaccia bassa e compatta, molto simile a un grande biscotto lievitato. La trasformazione nella cupola iconica che conosciamo oggi è il risultato di una vera e propria battaglia industriale combattuta a colpi di marketing e innovazione tecnica tra due giganti: Angelo Motta e Gioacchino Alemagna. È una storia che mescola artigianato e ambizione, trasformando un prodotto locale nel simbolo del Natale italiano nel mondo.

panettone
panettone (fonte: FreePik)

Tutto cambiò nel 1919, quando Angelo Motta decise di rivoluzionare la ricetta tradizionale. Ispirandosi alla lavorazione del kulic (un dolce pasquale russo), Motta decise di aggiungere più grassi e di far lievitare l’impasto per ben tre volte, per un totale di quasi 20 ore. Ma il vero colpo di genio fu l’intuizione tecnica: per permettere a quell’impasto così ricco e soffice di crescere verso l’alto senza collassare, lo avvolse in una fascia di carta paglia. Nacque così la forma “a fungo” o a cupola. Questa innovazione non solo rendeva il panettone visivamente più spettacolare rispetto alla versione bassa della concorrenza, ma ne migliorava drasticamente la sofficità, creando quegli alveoli grandi e leggeri che tutti cerchiamo oggi.

La rivalità tra Motta e Alemagna negli anni ’30 e ’40 fece il resto. I due marchi iniziarono a sfidarsi a colpi di cartelloni pubblicitari e confezioni sempre più eleganti, trasformando il panettone da semplice pane dolce a regalo di lusso. Se Alemagna puntava sull’eleganza della borghesia milanese, Motta puntava sulla produzione industriale su larga scala, rendendo il dolce accessibile a tutti. Questa “guerra delle cupole” ha definito non solo l’estetica del Natale italiano, ma ha anche creato un intero settore economico. Oggi, che tu sia un purista del panettone artigianale o un amante di quello del supermercato, sappi che quella forma slanciata è nata dalla voglia di superare i limiti della fisica e della concorrenza, diventando il monumento gastronomico delle nostre feste.

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