Dopo lo spettacolo scintillante delle Geminidi, una pioggia di meteore originata dai detriti lasciati dall’asteroide 3200 Phaethon, il cielo di dicembre decide di salutarci con un evento più intimo e magico. Se siete tra coloro che amano il silenzio della notte e hanno ancora qualche desiderio in tasca, preparatevi: è il momento delle Ursidi, le ultime stelle cadenti del 2025.
Il picco di questo sciame meteorico è previsto proprio per la notte tra il 22 e il 23 dicembre. A differenza dei grandi eventi estivi, le Ursidi sono “timide”: non aspettatevi centinaia di scie al minuto, ma piuttosto una decina di meteore ogni ora. Eppure, quest’anno le condizioni sono davvero eccezionali. Grazie alla Luna nuova di pochi giorni fa, il cielo sarà quasi totalmente buio, trasformandosi in una tela perfetta per far risaltare anche le scie più sottili.

Il nome di queste meteore deriva dalla loro “casa” celeste, la costellazione dell’Orsa Minore (il Piccolo Carro). Per vederle, basta volgere lo sguardo verso Nord a partire dalla mezzanotte. Poiché questa costellazione è circumpolare alle nostre latitudini, ovvero resta sempre sopra l’orizzonte, le Ursidi saranno visibili per tutta la notte, offrendo uno spettacolo esclusivo per noi abitanti dell’emisfero settentrionale.
Ma da dove arrivano queste scie luminose? Sono i “ricordi” ghiacciati della cometa 8P/Tuttle, un corpo celeste scoperto nell’Ottocento che, viaggiando intorno al Sole, semina polvere e piccoli detriti lungo il suo cammino. Ogni anno, in questo periodo, la Terra attraversa quella scia di detriti: quando questi frammenti entrano in contatto con la nostra atmosfera a velocità altissime, bruciano creando la magia della stella cadente.
Guardare le stelle cadenti in inverno è una prova di resistenza, ma ne vale la pena. Il segreto è il comfort: i professionisti consigliano di non restare in piedi con il collo all’insù, perché ci si stanca in fretta e si sente più freddo. L’ideale è una sedia a sdraio, un sacco a pelo o una coperta pesante, e magari un thermos di cioccolata calda.
Non servono telescopi o binocoli: le meteore attraversano porzioni di cielo molto ampie e l’occhio nudo è lo strumento migliore per catturarle. Ricordate solo di dare ai vostri occhi almeno 20 minuti per abituarsi all’oscurità, evitando di guardare lo schermo dello smartphone. Solo così il vostro sguardo diventerà abbastanza sensibile da cogliere anche il più fugace battito di luce.



