Se entrate in una chocolaterie francese, tra i prodotti più classici troverete i Mendiants, piccoli dischi di cioccolato decorati con frutti secchi e spesso una scorzetta di arancia o limone candita. Questi dolcetti, apparentemente semplici, nascondono una storia affascinante legata a una delle tradizioni natalizie più antiche e codificate d’Europa: quella provenzale dei 13 dessert.
Benché ogni chocolatier oggi personalizzi i Mendiants scegliendo diversi tipi di cioccolato e ingredienti, le ricette classiche sono quattro e risalgono alla tradizione del Gros Souper, il cenone di Natale provenzale che si consuma la sera della vigilia secondo un cerimoniale ricco di simbolismo.
La preparazione della tavola del Gros Souper richiama la Trinità e segue regole precise. Si apparecchia con tre tovaglie bianche, tre candelabri bianchi accesi e tre piattini contenenti il grano germogliato di Santa Barbara. Questa tradizione inizia il 4 dicembre, quando si mette del grano a germogliare in tre piattini: meglio germoglia il grano, migliori saranno gli auspici di prosperità per l’anno nuovo.
I piattini, poi, vengono disposti sulla tavola a Natale e il 26 dicembre i germogli si spostano vicino al Presepe, dove rimangono fino all’Epifania. Per finire, la cena si compone di 7 piatti magri, in ricordo dei sette dolori di Maria, seguiti al ritorno dalla Messa di mezzanotte dai famosi 13 dessert.
I 13 dessert: il simbolo dell’Ultima Cena
Il numero 13 non è casuale ma è un richiamo diretto all’Ultima Cena, in ricordo di Gesù e dei suoi 12 apostoli. La tradizione, curiosamente, ha deciso di ignorare la presenza di Giuda nel conteggio. Anche la lista dei dessert, poi, non è lasciata al caso. Sette, infatti, sono definiti con precisione, mentre gli altri variano da paese a paese in Provenza.
Il primo dessert è sempre la Pompe à huile, una sorta di pane all’olio dalla consistenza simile a una brioche, profumato ai fiori d’arancio. Questo dolce è così importante che compare persino nel presepe provenzale, dove il pistachier, l’uomo dei pistacchi, lo porta in omaggio alla Sacra Famiglia. La Pompe à huile, però, non si deve mai tagliare ma spezzare con le mani, e si degusta inzuppandola nel vino caldo aromatizzato, in chiaro richiamo al pane eucaristico.
Il nome stesso del dolce, poi, è oggetto di dibattito. Secondo alcuni si riferisce alla capacità dell’impasto di assorbire l’olio durante la preparazione, secondo altri alla capacità della mollica di assorbire il vino al momento della degustazione.

Nougat blanc e nougat noir: il bene e il male a tavola
Altri due dessert immancabili sono il Nougat blanc e il Nougat noir, una sorta di torrone che rappresenta la dualità. Il primo è realizzato con nocciole, pinoli e pistacchi, il secondo con miele fuso e cotto insieme alle mandorle. Secondo alcune interpretazioni simboleggiano il bene e il male, secondo altre ricordano i penitenti.
I Mendiants: quando i dolci ricordano i frati
Ed eccoci arrivare ai Mendiants, i quattro tipi di dolcetti sempre presenti sulla tavola del Gros Souper. La loro simbologia è profondamente religiosa: rappresentano i quattro ordini mendicanti della Chiesa, nati nella prima metà del 1200. Questi si consacravano alla devozione religiosa e al voto di povertà, vivendo della carità della gente che donava loro frutti secchi, ingredienti comuni e poco costosi all’epoca.
Le quattro ricette originali richiamano il colore delle tuniche di questi ordini: i Mendiants con mandorle sgusciate rappresentano i Domenicani, detti frères blancs, quelli con noci e nocciole sono per i Carmelitani, detti frères marrons, i Mendiants all’uvetta passa di Malaga ricordano i Francescani, anche conosciuti come frères gris, per finire con quelli con i fichi secchi che rievocano gli Agostiniani, anche detti frères violet.
Gli altri dessert della tradizione
I restanti dessert variano in base al paese provenzale, ma comprendono sempre prodotti di confiserie come gelatine di frutta, fruits confits o i tipici Calissons di Aix-en-Provence, dolcetti a base di pasta di mandorle. Non manca mai la frutta fresca come arance o mandarini simbolo di ricchezza, datteri che rappresentano i Re Magi e l’Oriente, oltre a uva, melone e frutti esotici provenienti dalle antiche colonie francesi.
Oggi i Mendiants sono diventati talmente iconici da essere reinterpretati in molteplici forme dalla pasticceria moderna, ma la loro origine rimane saldamente ancorata a questa affascinante tradizione provenzale che unisce fede, storia e convivialità in un unico, suggestivo rituale natalizio.



