Il Capodanno è una delle ricorrenze più sentite in tutti i cinque continenti, una festa senza confini che celebra la fine dell’anno e saluta l’arrivo di quello nuovo. Tenendo in considerazione i diversi calendari adottati nel mondo, esiste un’infinita varietà di modi per celebrarla, ciascuno con le proprie tradizioni uniche e affascinanti.
Nel nostro Paese, ad esempio, è consuetudine dare il benvenuto al nuovo anno pasteggiando con cotechino e lenticchie. Credenze popolari, infatti, vogliono che siano benaugurali e portino soldi, senza dimenticare il brindisi di mezzanotte e il bacio romantico per le coppie sotto un rametto di vischio. Ma come si festeggia negli altri angoli del pianeta?
In Spagna si celebra in modo molto simile all’Italia, con una tradizione particolare: alla mezzanotte si mangiano 12 acini di uva, uno per ogni rintocco dell’Orologio della Puerta del Sol di Madrid. Al momento del brindisi, poi, si formula la frase Arriba, abajo, al centro y pa’ dentro bevendo tutto d’un sorso.

La Germania, invece, offre uno spettacolo singolare. I tedeschi si mascherano tutti quasi fosse carnevale e salutano il nuovo anno brindando con il Feuerzangenbowle, la bevanda della fraternità a base di vino rosso, cannella, chiodi di garofano, bucce d’arancia e rum. Nelle regioni protestanti, poi, vi è la consuetudine di mangiare l’aringa affumicata, considerata anche un ottimo espediente per far passare più velocemente gli effetti dell’alcool.
In Inghilterra nel corso del veglione di Capodanno si mangia il tacchino ripieno di castagne e il Christmas Pudding, tipico dolce al cucchiaio a base di uova, mandorle, frutta candita, rum e spezie, servito flambé e decorato con un agrifoglio. La notte di San Silvestro gli inglesi si intrattengono con numerosi giochi, come saltare all’interno di un cerchio composto da 13 candele rosse disposte sul pavimento senza spegnerne nemmeno una, e mangiare una mela sospesa a un filo senza spegnere la candela inserita nell’altra estremità. A Londra, poi, i 12 tocchi del Big Ben annunciano l’anno nuovo con uno spettacolo pirotecnico senza eguali: i fuochi partono dal London Eye, la ruota panoramica, dallo stesso Big Ben e dal Tamigi.
A vantare una delle tradizioni più sorprendenti, però, è la Danimarca: nella notte di Capodanno i danesi fanno una strage di piatti. È molto diffusa, infatti, l’usanza di distruggere le stoviglie ogni fine d’anno, e il giorno dopo tutti si ritrovano a raccogliere i cocci. Il motivo di questo gesto inconsueto è l’amicizia. Sembra che il numero di amici su cui potrà contare ogni danese per l’anno appena arrivato sia direttamente proporzionale al totale di piatti ridotti in frantumi.
In Grecia, invece, l’ultimo giorno dell’anno si festeggia San Basilio che porta regali ai bambini. Ogni ospite che varca la soglia di casa deve rompere un melograno gettandolo per terra: più chicchi si spargeranno, più fortuna avranno i proprietari di casa. Per quanto riguarda la tavola, poi, si mangia la vassilopitta, ossia la classica torta di San Basilio, un pane dolce che nasconde al suo interno una monetina d’oro o d’argento. Chi la troverà avrà un anno fortunato e prospero. Tra i dolci consumati anche i kurabiedes, a base di frutta secca, e i melomakarona, biscotti con ripieno di miele o sciroppo, accompagnati dalle kalanta, le tradizionali canzoni natalizie greche.
La Russia non si fa mancare niente e festeggia il Capodanno per ben due volte: il 31 dicembre secondo il calendario Gregoriano e il 13 gennaio secondo quello Giuliano. Il 31 tutti in piazza ad attendere i rintocchi della Torre Spasskaja del Cremlino per ballare e mangiare, con specialità locali come le prugne secche farcite di nocciole ricoperte di panna acida. Il tutto accompagnato da champagne e vodka ghiacciata. Altra usanza tipica è quella di aprire la porta di casa al dodicesimo rintocco per far entrare l’anno nuovo. In Piazza Rossa, poi, i fuochi d’artificio sono accompagnati dal tradizionale concerto e durano circa 30 minuti.
In Giappone, invece, si celebra lo Toshigami, la divinità dell’anno nuovo, dedicandosi alle pulizie domestiche. I festeggiamenti veri e propri hanno luogo dal 31 al 3 gennaio, periodo dello Shogatsu durante il quale si ringraziano gli dei che proteggono i raccolti e si dà il benvenuto agli spiriti degli antenati. Si usa, inoltre, esporre decorazioni di rami di pino e bambù, i kadomatsu, e decorazioni di fili di paglia, gli shime-kazari, all’ingresso delle case. Allo scoccare della mezzanotte le campane dei templi buddisti rintoccano 108 volte, ossia tanti rintocchi quanti sono gli elefanti di Bonō per confessare tutti i peccati degli uomini.
In Cina il Capodanno, noto anche come festa della primavera, non coincide con il nostro: la data, che segue il calendario lunare, infatti, può variare dal 21 gennaio al 19 febbraio secondo il calendario gregoriano. I festeggiamenti, inoltre, durano 15 giorni e terminano con la famosa festa delle lanterne. Durante il Capodanno cinese ci si veste di rosso, colore propiziatorio che, secondo un’antica leggenda, pare impaurisse, assieme a forti rumori, il mostro mitologico chiamato Nian, che una volta ogni 12 mesi usciva dalla sua tana per divorare gli esseri umani.
Chiudono il giro delle celebrazioni, il doppio capodanno di Taiwan, a dicembre e febbraio, con uno spettacolo pirotecnico impressionante e quello di Dubai, considerato il più grande del mondo con ben 500 mila fuochi d’artificio esplosi da 400 posti diversi, perfettamente sincronizzati e con luci, forme e colori da restare estasiati.



