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Home » Salute » Scienza » Misurata per la prima volta la massa di un pianeta orfano che vaga solitario nello spazio

Misurata per la prima volta la massa di un pianeta orfano che vaga solitario nello spazio

Gli astronomi hanno pesato un pianeta orfano: un mondo senza stella che vaga nel buio. Ecco come la tecnologia ha svelato i suoi segreti.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino2 Gennaio 2026
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lo spazio stellare
lo spazio stellare (fonte: Unsplash)

Nelle profondità della nostra galassia esistono mondi “senzatetto”. Si tratta dei pianeti orfani, corpi celesti che non orbitano attorno a nessuna stella e vagano nel buio totale dopo essere stati espulsi dai loro sistemi solari d’origine. Per la prima volta, un team internazionale di scienziati è riuscito in un’impresa considerata quasi impossibile: misurare con precisione la massa e la distanza di uno di questi misteriosi vagabondi spaziali.

Il pianeta in questione è un gigante gassoso simile a Saturno, con una stazza pari a circa un quinto di quella di Giove. Si trova a quasi 10.000 anni luce da noi, verso il centro della Via Lattea. La sua storia è affascinante e drammatica: è nato come un pianeta comune all’interno di un disco di polveri e gas, ma un violento “biliardo cosmico” — causato dalle spinte gravitazionali di altri pianeti o stelle — lo ha scagliato fuori dal suo nido, condannandolo a un esilio eterno tra le stelle.

lo spazio
lo spazio

Individuare questi oggetti è difficilissimo perché sono piccoli, freddi e non emettono luce. Per scovarli, gli astronomi sfruttano il microlensing gravitazionale. Quando un pianeta orfano passa esattamente davanti a una stella lontana, la sua gravità agisce come una lente d’ingrandimento, deviando e potenziando per un breve istante la luce di quella stella.

Tuttavia, conoscere la massa di questo “lente” richiede di sapere quanto è lontano, un dato solitamente introvabile nel vuoto. La svolta è arrivata grazie a una coincidenza fortunata e alla visione binoculare spaziale. L’evento è stato osservato contemporaneamente da telescopi a terra (in Cile, Sudafrica e Australia) e dal telescopio spaziale Gaia, posizionato a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra.

Proprio come i nostri due occhi ci permettono di percepire la profondità, la distanza tra la Terra e Gaia ha offerto due prospettive leggermente diverse. Confrontando il piccolissimo scarto temporale con cui la luce ha raggiunto i diversi osservatori, gli scienziati hanno calcolato che il pianeta si trova a 9.785 anni luce e pesa esattamente il 22% di Giove.

Questa scoperta, pubblicata sulla rivista Science, non è solo un record tecnico. Conferma che molti dei pianeti orfani che popolano la galassia sono veri e propri “esuli” di sistemi planetari e non semplici stelle mancate. Gavin Coleman, astrofisico della Queen Mary University, ha spiegato che questo successo apre la strada a una nuova era di scoperte, specialmente in vista del lancio del Nancy Grace Roman Space Telescope previsto per il 2027. Questo nuovo occhio tecnologico sarà capace di setacciare lo spazio a una velocità mille volte superiore a Hubble, promettendo di svelare l’identità di migliaia di questi mondi fantasma che percorrono silenziosi le distese della galassia

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