Era il 15 gennaio 1945 quando, sulle macerie di un’Italia in ginocchio per la Seconda Guerra Mondiale, un gruppo di giornalisti ed editori decise di dare vita a una nuova agenzia di stampa. L’obiettivo era fornire un servizio informativo affidabile, indipendente e al passo coi tempi, che fosse in grado di ricostruire il tessuto sociale e politico di un Paese in cerca di una nuova identità. Ottant’anni dopo, l’ANSA continua a scrivere la cronaca in tempo reale dell’Italia e del mondo.
A promuovere la nascita dell’agenzia furono rappresentanti di spicco dei principali partiti dell’epoca: Giuseppe Liverani della Democrazia Cristiana, Primo Parrini del Partito Socialista Italiano e Amerigo Terenzi del Partito Comunista Italiano. A loro si unirono altre testate come l’Italia Libera, la Voce Repubblicana e Risorgimento Liberale. L’ANSA nacque come cooperativa di giornali non controllata né dal governo né da gruppi privati, un modello che sottolineava l’importanza della collaborazione e della condivisione tra i diversi attori del mondo dell’informazione.
Il sostegno degli Alleati fu fondamentale per la nascita dell’agenzia. La decisione di chiudere la NNU, Notizie Nazioni Unite, l’agenzia di stampa alleata che gestiva l’informazione in Italia durante la guerra, aprì la strada all’ANSA. Vari giornalisti della NNU, tra cui Renato Mieli, passarono alla nuova agenzia: una netta rottura rispetto a quanto avvenuto in Germania, dove le agenzie di stampa furono più controllate dalle forze di occupazione.
Il primo dispaccio dell’ANSA del 15 gennaio 1945 fu una scarna notizia della Reuters su un bombardamento a Dresda. Da quel momento, i primi notiziari, semplici e concisi, cominciarono a raccontare le vicende di un’Italia che si risvegliava dal lungo incubo del fascismo. Nei successivi 80 anni, non c’è stato un solo momento della storia repubblicana che l’ANSA non abbia documentato: dal referendum del 2 giugno 1946 al varo della Costituzione, le elezioni, il boom economico, le grandi trasformazioni sociali e culturali, le conquiste dei diritti civili.
L’agenzia è stata in prima linea nel raccontare anche i periodi più bui della storia italiana, come gli anni di piombo, caratterizzati da terrorismo e violenza politica, fino a Tangentopoli e la transizione dalla prima alla seconda Repubblica. Ha raccontato eventi mondiali come l’11 settembre 2001 e le sue conseguenze, senza dimenticare i trionfi sportivi e anche le sconfitte che hanno segnato la memoria collettiva degli italiani.
Negli anni, l’ANSA si è evoluta, adeguandosi ai cambiamenti della società e alle nuove tecnologie. Dai primi telegrafi alle moderne redazioni digitali, l’agenzia ha sempre saputo cogliere le opportunità offerte dall’innovazione, mantenendo al contempo la sua vocazione al servizio pubblico. Con l’avvento di internet e la nascita dei social media, l’ANSA ha saputo ampliare i suoi orizzonti, diventando un punto di riferimento per l’informazione internazionale. Oggi è una delle più importanti agenzie di stampa a livello mondiale, con giornalisti presenti in tutto il mondo che forniscono notizie in tempo reale su politica, economia, cultura, sport e molto altro.
Per celebrare l’anniversario, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inaugurato al Maxxi la mostra 80 anni di storia, 80 anni di ANSA, una rassegna fotografica che ripercorre la vita della Repubblica italiana e i principali eventi della storia mondiale attraverso scatti di grande impatto. L’esposizione resta aperta al pubblico gratuitamente fino al 9 febbraio. All’evento erano presenti anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria Alberto Barachini, i vertici dell’agenzia, membri del Consiglio d’Amministrazione, i vertici della Fieg, ex amministratori delegati ed ex direttori responsabili.
Il presidente dell’ANSA Giulio Anselmi ha ringraziato Mattarella per l’attenzione sempre riservata all’informazione come garanzia della democrazia, sottolineando il ruolo di garanzia che l’ANSA ha sempre avuto e che vuole continuare ad avere, mentre molti confondono l’informazione con la propaganda. L’amministratore delegato Stefano De Alessandri ha illustrato un progetto cruciale: la digitalizzazione dell’archivio fotografico dell’ANSA nella parte analogica che va dal 1945 al 1990. Si tratta di circa un milione di foto che saranno digitalizzate nei prossimi tre anni, un patrimonio che rischiava di andare perduto.
Il lavoro di recupero dell’archivio storico è reso possibile da un accordo con Intesa Sanpaolo. Gian Maria Gros-Pietro, presidente del Consiglio d’Amministrazione dell’istituto bancario, ha spiegato: “Anche noi crediamo nel valore della storia e per questo abbiamo accolto con entusiasmo questa possibilità. Ringrazio l’agenzia per essere un faro della documentazione della verità, un baluardo contro le fake news, un riferimento sicuro per il nostro Paese”.
Durante la visita alla mostra, accompagnato dal direttore dell’ANSA Luigi Contu, da Anselmi e da De Alessandri, il presidente Mattarella ha commentato: “Nel caos dell’informazione, c’è sempre più bisogno di contenuti verificati: il lavoro dei giornalisti è fondamentale per la democrazia”. Osservando una foto iconica dei fatti di piazza Tienanmen del giugno 1989, ha aggiunto: “È una foto altamente simbolica per la libertà”. Davanti alle immagini di Romano Prodi e Silvio Berlusconi, montate su un pannello l’una sopra l’altra, ha osservato divertito che è stata “una piccola cattiveria” metterli così insieme.
In un mondo che cambia rapidamente, dove la disinformazione si diffonde con la stessa velocità delle notizie verificate, l’ANSA continua a essere un punto di riferimento per tutti coloro che cercano informazioni affidabili e approfondite. Otto decenni di storia dimostrano che l’indipendenza editoriale e la verifica delle fonti rimangono i pilastri fondamentali del giornalismo di qualità, oggi più che mai necessari per garantire il funzionamento della democrazia.



