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Home » Attualità » Addio a Maria Rita Parsi, la psicologa amata dalla TV, sempre dalla parte dei bambini

Addio a Maria Rita Parsi, la psicologa amata dalla TV, sempre dalla parte dei bambini

È morta a 78 anni Maria Rita Parsi, la psicologa che ha dedicato la vita ai diritti dei minori. Un'icona della tutela dell'infanzia in Italia.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino2 Febbraio 2026
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Maria Rita Parsi
Maria Rita Parsi (fonte: YouTube/ TV2000)

Si è spenta a Roma all’età di 78 anni Maria Rita Parsi, figura di riferimento nella tutela dell’infanzia. Nata nella capitale il 5 agosto 1947, la psicologa e psicoterapeuta ha costruito un’intera carriera sulla difesa dei diritti dei più piccoli, diventando un nome familiare sia negli ambienti specializzati che sui teleschermi italiani.

Per oltre cinquant’anni Parsi ha lavorato instancabilmente su più fronti: dagli studi clinici agli interventi nelle istituzioni, dalla ricerca scientifica alla divulgazione televisiva. Ha sempre messo al centro i bambini, considerandoli non come adulti in miniatura da plasmare, ma come persone con esigenze specifiche e un valore proprio. Una visione rivoluzionaria che ha guidato tutta la sua opera.

Tra i suoi contributi più innovativi spicca la psicoanimazione, un metodo da lei inventato che unisce psicologia, pedagogia e terapia per sviluppare il potenziale umano. Nel 1987 ha dato vita alla Scuola Italiana di Psicoanimazione, diventata negli anni un punto di formazione per operatori del settore in tutta Italia.

 

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La svolta organizzativa arriva nel 1992, quando fonda l’Associazione “Movimento per, con e dei bambini”, trasformata nel 2005 nella Fondazione Movimento Bambino Onlus, di cui è rimasta presidente fino alla fine. La fondazione si è impegnata nella lotta contro abusi e maltrattamenti, promuovendo la cultura dell’infanzia attraverso iniziative concrete di tutela giuridica e sociale.

L’attività di Parsi non si è limitata al lavoro sul campo. Dal 2020 faceva parte dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza come esperta del Dipartimento per le politiche della famiglia. Nel 2012 venne eletta al Comitato delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo a Ginevra, incarico prestigioso che l’ha vista vigilare sull’applicazione della Convenzione internazionale.

Dal 2021 collaborava con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali sulla Child Guarantee, il programma europeo contro povertà ed emarginazione sociale dei giovani. Nel corso degli anni ha ricoperto ruoli come consulente del Tribunale Civile di Roma e della Commissione parlamentare per l’infanzia.

Molti italiani hanno conosciuto Maria Rita Parsi attraverso il piccolo schermo. Dal 1995 era giornalista pubblicista iscritta all’Ordine del Lazio e ha firmato articoli per testate come Il Messaggero, Il Giorno, Donna Moderna e Starbene. Ha partecipato a numerose trasmissioni televisive come esperta, riuscendo a tradurre concetti complessi in un linguaggio chiaro per tutti.

Un dettaglio curioso: nel 1986 ha collaborato alla sceneggiatura della serie televisiva “Professione vacanze” con Jerry Calà, che era stato suo paziente prima di diventare famoso.

Autrice di oltre cento opere tra saggi, romanzi e testi scientifici, Parsi ha lasciato un patrimonio editoriale immenso. Tra i titoli più noti ci sono “Le mani sui bambini”, “S.O.S. Pedofilia”, “Maladolescenza. Quello che i figli non dicono” e “Manifesto contro il potere distruttivo”. Libri che raccontano una vita spesa accanto ai più vulnerabili.

Nel 1986 è stata nominata Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. Nel 2007 ha ricevuto la medaglia d’oro della Camera dei Deputati. Due anni dopo, nel 2009, le è stato assegnato il Premio nazionale Paolo Borsellino per l’impegno contro violenza e ingiustizia. L’ultimo riconoscimento è arrivato nel 2022 con il Premio Edela per la difesa della dignità delle donne e dei bambini.

La sua eredità resta nell’idea che i bambini meritano ascolto, rispetto e protezione come individui completi, non come progetti futuri. Un messaggio che continua a risuonare forte oggi più che mai.

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