A partire da oggi, 3 agosto, la carta d’identità cartacea perde la sua validità per gli espatri. La decisione nasce dalle scadenze previste dal Regolamento Europeo 2019/1157, che mira a uniformare i supporti identificativi dei cittadini europei eliminando i modelli privi di requisiti anticontraffazione avanzati.
Anche se in Italia la validità della carta d’identità cartacea è stata prorogata fino al 31 gennaio 2027 per diverse funzioni, tra queste non rientra l’espatrio. Chi deve viaggiare all’estero e possiede solo il documento in formato cartaceo dovrà procurarsi la carta d’identità elettronica o un altro titolo equipollente. Per i rapporti con la pubblica amministrazione, le banche e i servizi pubblici, invece, il vecchio documento continuerà a essere accettato fino alla fine di gennaio 2027.
La transizione nasce da un’esigenza di sicurezza sovranazionale. Per decenni la scheda cartacea ha rappresentato il riferimento primario per l’identificazione personale in Italia, ma l’assenza di microchip e l’impossibilità di integrare dati biometrici come le impronte digitali o la fotografia ad alta risoluzione codificata hanno reso il vecchio modello vulnerabile alle falsificazioni. L’Unione Europea ha stabilito che tutti i documenti debbano rispettare gli standard di sicurezza tecnologica della carta d’identità elettronica, ponendo fine alla validità transfrontaliera dei formati analogici.
Il provvedimento impatta milioni di cittadini che conservano il documento cartaceo con data di scadenza apparente fissata in anni futuri. La data stampata sul retro del documento di carta non costituisce più una garanzia per varcare le frontiere, poiché la norma europea prevale sulle indicazioni cronologiche riportate dal Comune al momento del rilascio.
Per chi deve partire con urgenza senza aver ancora ritirato la carta d’identità elettronica, fino al 31 gennaio 2027 il sindaco potrà rilasciare, nei soli casi di urgenza documentata, un documento di identità provvisorio. Questo avrà validità massima di sei mesi, non sarà rinnovabile e verrà emesso su supporto cartaceo con misure di sicurezza rafforzate rispetto all’attuale carta cartacea.
A differenza del documento ordinario in scadenza, quello provvisorio sarà valido per l’espatrio, ma il cittadino dovrà essere avvertito al momento del rilascio che alcuni Stati esteri potrebbero non accettarlo. Il modello del documento provvisorio, come ricorda il Viminale, è ancora in corso di definizione, così come le modalità operative per i Comuni.
Sul fronte dei costi, l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato si avvarrà di Valoridicarta Spa per la riscossione dell’importo dovuto per la carta d’identità elettronica. Sarà attivata una piattaforma centralizzata integrata con CIEOnLine e PagoPA che consentirà ai Comuni aderenti di far pagare al cittadino l’importo prima ancora di recarsi allo sportello. Della quota di 1,85 euro di Iva riassegnata al Ministero dell’Interno, 1,15 euro copriranno i costi di gestione del Viminale e 0,70 euro andranno ai Comuni per le spese di gestione e distribuzione del documento.
