Immaginate di camminare per strada e trovare decine di lucertole giganti, lunghe anche più di un metro, completamente immobili sul marciapiede o nel vostro giardino. È quello che sta succedendo nel Sud della Florida, dove un’ondata di freddo improvvisa ha letteralmente “paralizzato” la popolazione di iguane verdi. Non si tratta di un’epidemia o di un fenomeno soprannaturale, ma di una risposta biologica estrema a temperature che per questi animali sono insostenibili.
Le iguane sono animali a sangue freddo, il che significa che non possono produrre calore interno e dipendono interamente dal sole per riscaldarsi. Quando il termometro scende drasticamente verso lo zero, il loro metabolismo rallenta fino quasi a fermarsi. Entrano in uno stato chiamato torpore: i muscoli si irrigidiscono e i rettili perdono la capacità di aggrapparsi ai rami degli alberi dove solitamente vivono. Il risultato è una bizzarra “pioggia” di iguane che cadono al suolo, restando stordite e incapaci di muoversi, pur essendo ancora vive.

Sebbene lo spettacolo possa sembrare triste, le autorità della Florida Wildlife Conservation Commission (FWC) hanno colto la palla al balzo. Le iguane verdi sono infatti considerate una specie invasiva che danneggia la flora locale e crea non pochi disagi nelle zone residenziali. Per questo motivo, sono stati aperti centri di raccolta straordinari dove i cittadini hanno potuto consegnare gli esemplari storditi dal gelo. Molti residenti si sono presentati con contenitori di plastica e sacchi pieni di rettili “congelati”, collaborando con lo Stato per limitare la proliferazione di questi animali che spesso infestano piscine e parchi.
Sui social media l’evento è diventato subito virale, con video di cani incuriositi dai nuovi “ospiti” immobili nei giardini e residenti increduli davanti a vialetti invasi dai rettili. Tuttavia, la FWC avverte di prestare attenzione: una volta che il sole torna a scaldare l’aria, le iguane possono “scongelarsi” e riprendere i sensi improvvisamente, diventando potenzialmente aggressive se si sentono minacciate.



