Oggi, 4 febbraio, si celebra la Giornata Mondiale contro il Cancro, un’iniziativa della Union for International Cancer Control (UICC) sostenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il tema scelto per il triennio 2025-2027 è “Uniti dall’unicità”, un messaggio che mette le persone al centro: il cancro tocca milioni di vite, ma non ci definisce. Siamo molto più di una diagnosi, molto più di un numero.
L’ultimo rapporto dell’OMS e dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) porta una notizia importante: le nostre scelte quotidiane possono prevenire il 40% dei tumori. Dei 18,7 milioni di casi diagnosticati ogni anno nel mondo, circa 7,1 milioni dipendono da trenta comportamenti sbagliati che possiamo modificare.
Il cancro causa 9,7 milioni di vittime all’anno ed è la prima causa di morte a livello globale. Ma c’è margine per cambiare le cose.
Il fumo è il nemico numero uno: da solo è responsabile del 15% di tutti i tumori, cioè 3,3 milioni di diagnosi. Tra gli uomini la percentuale sale al 23%. Se le sigarette non esistessero, il mondo vedrebbe sparire milioni di casi di cancro.
Al secondo posto troviamo le infezioni, che causano il 10% dei tumori con 2,3 milioni di casi annui. Le più comuni sono l’Helicobacter pylori (che colpisce lo stomaco), il Papillomavirus (prevenibile con vaccino), i virus delle epatiti B e C, e il virus di Epstein-Barr.
L’alcol si posiziona al terzo posto con il 3% dei casi, equivalenti a 700mila diagnosi all’anno. Solo negli ultimi anni è emerso chiaramente quanto questo fattore sia pericoloso.
Altri nemici della salute includono sovrappeso e obesità, la sedentarietà (lo IARC raccomanda almeno 150 minuti di attività fisica a settimana), il non allattare al seno (che toglie protezione contro il tumore della mammella), le radiazioni ultraviolette che provocano il melanoma, e l’inquinamento atmosferico delle città.
Completano la lista tredici sostanze chimiche pericolose: arsenico, amianto, benzene, berillio, cadmio, cromo, fumi dei motori diesel, formaldeide, nichel, acido solforico e alcuni tipi di idrocarburi e silicati.

Le percentuali di tumori prevenibili variano tra i sessi. Gli uomini possono evitare il 45% dei loro tumori (4,3 milioni di casi), principalmente eliminando il fumo (23% dei casi), riducendo infezioni (9%) e consumo di alcol (5%).
Le donne possono prevenire il 30% dei loro tumori (2,7 milioni di casi). Per loro i principali rischi sono le infezioni (11%, soprattutto Papillomavirus), il fumo (6%, che sale al 18-19% nei paesi industrializzati) e il sovrappeso (3%).
Non tutti i tumori sono ugualmente prevenibili. Alcuni sono inevitabili, ma per quelli a polmone, stomaco e collo dell’utero gli stili di vita corretti possono ridurre l’incidenza della metà. Come sottolinea lo studio pubblicato su Nature Medicine, nonostante i progressi nelle cure, il maggior contributo alla riduzione della mortalità è arrivato proprio da prevenzione e screening.



