Se esiste un sapore capace di riassumere una giornata trascorsa tra le vette innevate, quello è senza dubbio il Bombardino. Questa bevanda densa, calda e avvolgente, servita con la sua immancabile nuvola di panna, è molto più di un semplice conforto contro il gelo: è il risultato di un curioso intreccio tra nobiltà, sport e intuizioni giovanili nate tra le piste di Livigno.
Contrariamente a quanto si possa pensare, l’idea iniziale non nacque in un bar di lusso, ma tra i ricordi di uno studente quindicenne. Erich Bruno Ciapponi, storico direttore del rifugio Mottolino, scoprì l’antenato del drink nei rifugi svizzeri negli anni Settanta. All’epoca veniva chiamato “Snowball” (palla di neve) e consisteva in liquore all’uovo allungato con molto latte per renderlo adatto ai più giovani. Una volta tornato in Italia, Ciapponi portò con sé quel ricordo, ma per trasformarlo nel mito che conosciamo servì l’incontro con un personaggio fuori dal comune.
La vera svolta arrivò grazie ad Aldo Del Bò, Conte di Torre Rotonda. Ex ufficiale degli alpini ed ex rugbista, il conte era un grande estimatore di distillati e suggerì di sostituire il latte con il whisky scozzese. Fu un abbinamento perfetto: la dolcezza del liquore all’uovo incontrava la forza del whisky, il tutto riscaldato dal vapore della macchina del caffè.

Il nome, invece, nacque da un’esclamazione spontanea. Durante un assaggio tra addetti ai lavori, qualcuno, sorpreso dalla vampata di calore immediata provocata dalla miscela bollente, esclamò: “Accidenti! È una bombarda!”. Da quella metafora esplosiva il passo verso il nome “Bombardino” fu brevissimo.
Sebbene oggi si trovino versioni realizzate con il brandy, la ricetta originale difesa dai suoi creatori prevede rigorosamente il 50% di liquore all’uovo e il 50% di whisky scozzese. Anche l’iconica panna montata ha un’origine pratica: i maestri di sci, avendo pochissimo tempo tra una lezione e l’altra, iniziarono ad aggiungerla (inizialmente come latte freddo) per intiepidire la bevanda e berla più velocemente senza scottarsi.
Grazie alla promozione del barman Gaspare Mango, il drink uscì dai confini di Livigno per conquistare l’intero arco alpino, diventando il simbolo indiscusso dell’après-ski. Oggi, Ciapponi guarda al futuro sognando una versione analcolica, affinché la “bombarda” della montagna possa continuare a riscaldare i cuori degli sportivi in totale sicurezza, senza perdere quel fascino che lo rende, da oltre cinquant’anni, un’istituzione delle nostre cime.
Per preparare un Bombardino perfetto tra le mura di casa, versa in un pentolino il liquore all’uovo e il whisky scozzese in parti uguali, scaldando il mix a fuoco lento senza mai raggiungere l’ebollizione. Una volta ben caldo, trasferisci il liquido in un bicchierino di vetro temperato e completa l’opera con una generosa corona di panna montata ben ferma. Per un tocco professionale, puoi spolverare la superficie con del cacao amaro o della cannella, servendo immediatamente per goderti il contrasto tra il calore del drink e la freschezza della panna.



