Una notizia che scalda il cuore e… la pelle degli anfibi. In Australia, precisamente nel Territorio della Capitale (ACT) nei pressi di Canberra, è in corso un esperimento di salvataggio biologico senza precedenti. La protagonista è la rana campanella verde e dorata, un anfibio che era considerato estinto in quest’area sin dal lontano 1981. La causa di questa scomparsa non era solo il clima o l’urbanizzazione, ma un nemico invisibile e letale: il fungo chitridio, un patogeno che sta decimando le popolazioni di anfibi in tutto il pianeta.
Per contrastare questa piaga, gli scienziati dell’Università di Canberra non si sono limitati a liberare gli esemplari nati in cattività, ma hanno progettato delle vere e proprie “saune per rane”. Si tratta di strutture ingegnose composte da cumuli di mattoni neri protetti da una copertura a piramide in fogli di plastica rigida. I mattoni scuri assorbono il calore solare, creando all’interno di fessure e fori delle temperature molto elevate. Questo calore è piacevole per le rane ma letale per il fungo, permettendo agli anfibi di “curarsi” semplicemente riposando al caldo.

Il progetto prevede la liberazione di oltre 300 rane, suddivise in piccoli gruppi di 15 individui. Gli esemplari adulti che tornano in libertà sono già stati immunizzati, ma la vera sfida riguarda la loro discendenza. Una singola femmina può produrre fino a 8.000 uova in una sola stagione; i nuovi nati, però, non erediteranno l’immunità dei genitori. È qui che le 180 saune installate intorno agli stagni diventeranno fondamentali: offriranno ai piccoli anfibi un rifugio sicuro dove eliminare il fungo prima che possa danneggiarli.
Per i ricercatori, vedere queste rane saltare di nuovo nelle paludi australiane è stato descritto come il momento in cui i genitori vedono i figli lasciare casa per la prima volta. È un successo che va oltre la cronaca locale, poiché offre un modello concreto per proteggere altre specie in tutto il mondo che lottano contro lo stesso fungo. La speranza è che, grazie a questo mix di scienza e mattoni, i canti delle rane tornino a risuonare stabilmente nelle zone umide di Canberra.
