Immaginate di scoprire che molte delle persone sedute accanto a voi in uno studio televisivo devono la loro vita a voi. È quello che successe a Nicholas Winton nel 1988, quando la trasmissione della BBC “That’s Life!” rivelò al mondo intero la sua incredibile storia, fino ad allora completamente sconosciuta.
Winton era un broker londinese che alla fine del 1938, quando aveva solo 29 anni, decise di annullare una vacanza in Svizzera per andare a Praga. Il suo amico Martin Blake lo aveva chiamato con urgenza: c’era bisogno di aiuto per salvare i bambini ebrei dalla Cecoslovacchia, dove i nazisti stavano per arrivare. “Ho un incarico molto interessante e ho bisogno del tuo aiuto”, gli disse Blake. “Vieni il prima possibile. E non portare gli sci.”
Quello che fece Winton nei mesi successivi salvò letteralmente 669 vite. Organizzò otto convogli ferroviari che portarono bambini ebrei dalla Cecoslovacchia al Regno Unito, trovando per ciascuno di loro una famiglia britannica disposta ad accoglierlo. L’operazione prese il nome di Kindertransport, che in tedesco significa “trasporto di bambini”.
Ma c’è un dettaglio che rende questa storia ancora più drammatica. Winton aveva programmato un nono treno per il 3 settembre 1939, con a bordo 250 bambini. Quel convoglio non partì mai: proprio quel giorno scoppiò la Seconda guerra mondiale e la Germania chiuse tutte le frontiere. Dei 250 bambini che avrebbero dovuto essere su quel treno, solo due sopravvissero alla guerra.
Per cinquant’anni nessuno seppe nulla di questa straordinaria impresa. Winton non ne aveva mai parlato con nessuno. Fu sua moglie Greta a scoprire per caso, nel 1988, un vecchio quaderno nascosto in soffitta. Conteneva foto, liste di nomi e tutti i dettagli delle operazioni di salvataggio. Decise di mandarlo alla stampa.
La BBC invitò Winton a partecipare alla trasmissione “That’s Life!”, facendolo sedere tra il pubblico senza dirgli nulla. Durante la puntata, la conduttrice Esther Rantzen mostrò le sue vecchie carte e raccontò tutta la storia. Poi chiese: “C’è qualcuno qui che deve la vita a Nicholas Winton?”. Decine di persone intorno a lui si alzarono in piedi: erano i bambini che aveva salvato, ormai adulti, alcuni con i loro figli e nipoti. Fu un momento di emozione indescrivibile.
Da quel giorno Winton divenne famoso come “lo Schindler britannico”, dal nome di Oskar Schindler, l’industrialista tedesco che salvò centinaia di ebrei durante l’Olocausto. Nel 2003 la regina Elisabetta II lo nominò cavaliere. Nel 2014 ricevette la massima onorificenza della Repubblica Ceca, l’Ordine del Leone Bianco.
C’è però un riconoscimento che non gli fu mai dato: quello di Giusto fra le Nazioni. Il motivo? Winton era di origine ebraica (i suoi genitori erano tedeschi di religione ebraica, anche se lui fu battezzato anglicano), e questo premio viene assegnato solo a non ebrei che salvarono ebrei durante l’Olocausto.
Nel 2009, quando Winton aveva ormai 100 anni, ci fu una celebrazione speciale. Un treno partì da Praga con a bordo 22 delle persone che aveva salvato, insieme ai loro figli e nipoti. Il convoglio seguì lo stesso percorso di 70 anni prima e arrivò alla stazione di Liverpool Street a Londra, dove lo aspettava un Winton centenario.
Nicholas Winton morì nel 2015 a 106 anni. Oggi, grazie alle persone che salvò, esistono oltre 6.000 discendenti che devono la loro vita al suo coraggio. Nel 2023 è uscito anche un film sulla sua storia, “One Life”, con Anthony Hopkins nei panni del Winton anziano e Johnny Flynn in quelli del giovane broker che decise di non andare a sciare.
Winton espresse sempre un rimpianto: “La vera sfortuna è stata che nessun altro Paese abbia fatto altrettanto. Ho provato a sensibilizzare gli americani, ma non hanno preso con sé alcun bambino. Se l’avessero fatto, avrebbero fatto la differenza”. A lui è stato dedicato un film, One life, interpretato da Sir Anthony Hopkins.



