Se in questi giorni sentite un odore pungente nell’aria, non è necessariamente colpa dell’inquinamento: è il profumo dell’amore… versione puzzola. Il National Park Service, l’agenzia governativa degli Stati Uniti che gestisce tutti i parchi nazionali e molti monumenti storici americani, ha lanciato un avvertimento curioso ma necessario: tra febbraio e marzo la puzzola striata (Mephitis mephitis) entra nel pieno della stagione degli amori, diventando molto più attiva e, purtroppo per noi, decisamente più “presente” a livello olfattivo.
La puzzola non spruzza per divertimento, ma utilizza una vera e propria arma chimica chiamata tiolo. Si tratta di un composto organico a base di zolfo che viene conservato in due ghiandole situate ai lati dell’ano. Questo liquido è così potente da poter essere avvertito a chilometri di distanza e può causare cecità temporanea e nausea se colpisce in pieno un predatore. Per l’animale, però, ogni spruzzo è un investimento costoso: una volta esaurite le scorte, il corpo impiega fino a dieci giorni per ricaricare le ghiandole, lasciando la puzzola vulnerabile durante questo periodo.
Contrariamente a quanto si pensa, la puzzola è un animale pacifico che considera lo spruzzo come l’ultima risorsa. Prima di passare all’attacco, segue un preciso protocollo di avvertimento:
-
la ritirata: inizialmente cercherà di scappare brontolando tra i denti.
-
L’esibizione: se messa alle strette, alzerà la coda e inizierà a battere nervosamente le zampe anteriori sul terreno (una sorta di danza di guerra).
-
La minaccia: caricherà frontalmente per qualche centimetro o inizierà a soffiare e ringhiare.
Durante la stagione riproduttiva, i maschi percorrono lunghe distanze alla ricerca delle femmine, spesso attraversando strade o sentieri frequentati dagli umani. Le femmine, se non sono interessate alle avance di un corteggiatore troppo insistente, possono usare lo spruzzo per “scoraggiarlo”, aumentando la concentrazione di odore nell’ambiente. È un periodo di grande eccitazione biologica dove la prudenza è d’obbligo: se avvistate una puzzola, il consiglio degli esperti è di indietreggiare lentamente e in silenzio, lasciandole tutto lo spazio necessario per i suoi affari amorosi.
Oltre all’olfatto, le puzzole si affidano molto al tatto e all’udito, poiché la loro vista è limitata (non vedono bene oltre i 3 metri). Questo spiega perché spesso sembrano “sorprese” dalla nostra presenza: non ci vedono arrivare! Rispettare i loro segnali visivi, come la coda alta, è l’unico modo per evitare una doccia maleodorante che richiederebbe litri di succo di pomodoro (che, tra l’altro, serve a poco) per essere eliminata.



