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Home » Attualità » Quattro anni fa l’inizio della guerra tra Russia e Ucraina: la pace sembra sempre più un miraggio

Quattro anni fa l’inizio della guerra tra Russia e Ucraina: la pace sembra sempre più un miraggio

Quattro anni di guerra tra Russia e Ucraina: le origini del conflitto, il bilancio umano devastante e le prospettive di pace ancora incerte nel 2026.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino24 Febbraio 2026
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città ucraina sotto attacco
città ucraina sotto attacco (fonte: YouTube/ WION)

Il 24 febbraio 2022 resterà una data impressa nella memoria collettiva dell’Europa e del mondo. All’alba di quel giorno, le forze armate russe varcarono i confini ucraini dando avvio a quella che il Cremlino definì “operazione militare speciale”, ma che si rivelò subito per quello che era: una guerra d’aggressione su larga scala. Oggi, quattro anni dopo, il conflitto non si è concluso e il conto in vite umane continua a salire.

La guerra del 2022 non è spuntata dal nulla. Le tensioni tra Mosca e Kiev affondano le radici nel 2014, quando la Russia annesse la Crimea e sostenne i separatisti nel Donbass, dando vita a una “linea di contatto” di circa 427 chilometri. A novembre 2021, la crisi si riacutizzò improvvisamente: la Russia ammassò oltre centomila soldati ai confini ucraini. I colloqui avviati con USA e NATO si rivelarono un vicolo cieco, Mosca pretendeva il blocco di ogni ulteriore espansione dell’Alleanza atlantica e il ritiro delle forze dai Paesi entrati nella NATO dopo il 1997. Richieste giudicate inaccettabili dall’Occidente, che aprirono la strada all’invasione.

Quattro anni di guerra hanno lasciato ferite profondissime. Le Nazioni Unite hanno documentato oltre 12.000 civili uccisi e circa 28.000 feriti. Tra le vittime, più di 3.000 sono bambini. A febbraio 2026, almeno 1.660 civili,  tra cui 179 minori, sono stati colpiti da mine antiuomo e ordigni inesplosi disseminati su circa il 23% del territorio ucraino.

Ucraina
Un carro armato ucraino in guerra

Sul fronte dei rifugiati, a luglio 2025 risultavano 5,6 milioni di ucraini fuggiti all’estero, mentre altri 3,7 milioni erano sfollati interni. Circa 10,8 milioni di persone, tra cui 2 milioni di bambini, dipendono ancora dall’assistenza umanitaria.

Il peso psicologico è altrettanto grave: si stima che 1,5 milioni di minori siano a rischio di disturbo post-traumatico da stress. Medici e genitori di Kharkiv, nell’est del Paese, riferiscono di bambini con i capelli diventati grigi per lo stress cronico. Dall’inizio del conflitto, oltre 4.000 strutture educative sono state danneggiate, comprese scuole, asili e università.

Sul piano militare, negli ultimi tre anni la situazione è rimasta pressoché invariata: una guerra di logoramento con enormi costi umani, in cui la Russia è riuscita a conquistare appena l’1,5% del territorio ucraino. Il conflitto ha mutato la propria fisionomia, ricordando gli scontri di trincea della Prima Guerra Mondiale ma combattuti con la tecnologia del XXI secolo, con i droni protagonisti assoluti di un nuovo “sviluppo tecnologico della morte”.

Le speranze di negoziati di pace a guida americana si affievoliscono: la Russia scommette sulla stanchezza occidentale e sul logoramento ucraino, mentre l’Ucraina rifiuta accordi troppo svantaggiosi. L’inviato speciale americano Steve Witkoff auspica nuovi colloqui nelle prossime settimane, con un possibile incontro diretto tra i presidenti dei due Paesi.

Il Consiglio d’Europa è chiaro: la pace non può essere una semplice pausa nelle violenze, ma deve essere giusta, duratura e fondata su garanzie vincolanti. Nel frattempo, Francia e Regno Unito guidano una “coalizione dei volenterosi” disposta a schierare forze multinazionali di pace, mentre altri governi europei, preoccupati da un’eventuale escalation, esprimono riserve.

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