Un capitolo della storia europea, sospeso tra cronaca militare e leggenda popolare, in cui il destino di una nazione non fu deciso da generali decorati, ma dal coraggio di una calzolaia e dal colore di uno scialle. L’episodio risale al 24 febbraio del 1797, durante la Battaglia di Fishguard, ricordata oggi come l’ultima volta in cui una forza straniera ostile tentò di invadere il suolo della Gran Bretagna. Il piano francese, orchestrato dal generale Lazare Hoche, prevedeva una manovra diversiva per supportare i ribelli irlandesi. Mentre il corpo principale avrebbe dovuto puntare sull’Irlanda, una spedizione di 1.400 soldati, nota come Légion Noire (Legione Nera) a causa delle uniformi britanniche catturate e ricolorate di scuro, sbarcò a Carreg Gwastad, vicino a Fishguard, nel Galles.
Sotto il comando del colonnello irlandese-americano William Tate, le truppe francesi, composte in gran parte da galeotti e disertori privi di disciplina, iniziarono a saccheggiare le fattorie locali invece di avanzare verso Bristol. La scoperta di un carico di vino naufragato poco tempo prima fece precipitare la situazione: molti soldati si ubriacarono, rendendo la forza d’invasione vulnerabile e disorganizzata.
In questo scenario di caos emerse la figura di Jemima Nicholas (1755–1832). Secondo la tradizione orale gallese, Jemima, armata soltanto di un forcone da stalla, non si limitò a fuggire. Si racconta che la donna riuscì a catturare da sola dodici soldati francesi, scortandoli prigionieri fino alla chiesa di St Mary.
Ma il contributo più curioso e decisivo di Jemima e delle altre donne di Fishguard fu di natura psicologica. Si narra che, su suggerimento dei comandanti locali, le donne marciarono su e giù per le colline circostanti indossando il costume tradizionale gallese: lunghi cappelli neri a punta e, soprattutto, scialli rossi (red whittles). Da lontano, il colonnello Tate e i suoi uomini scambiarono quelle figure per le giubbe rosse dell’esercito regolare britannico. Convinto di essere circondato da forze schiaccianti, Tate scelse la resa incondizionata il 24 febbraio 1797 presso il pub Royal Oak.

Sebbene le prove scritte contemporanee sull’inganno degli scialli siano scarse, l’impatto di Jemima sulla cultura gallese è immenso. Per il suo valore, lo Stato le concesse una pensione vitalizia. Oggi, la sua memoria è onorata da una lapide nel cimitero di Fishguard e dal celebre Arazzo dell’Ultima Invasione, un’opera lunga 30 metri realizzata per il bicentenario dell’evento, che narra visivamente le gesta della “Black Legion” e della calzolaia che la sfidò.
Recentemente, nel 2024, è stata apposta una Purple Plaque (Targa Viola) a Fishguard per celebrare il suo contributo alla storia delle donne gallesi. La Battaglia di Fishguard rimane l’unico onore militare (Battle Honour) assegnato a un reggimento britannico per uno scontro avvenuto sul territorio nazionale, un risultato ottenuto anche grazie al “bluff” di un gruppo di cittadine che non si lasciarono intimidire.
