Venti cammelli sono stati esclusi dal celebre Camel Beauty Show Festival 2026 di Al Musanaa, in Oman, dopo che i veterinari di gara hanno scoperto l’uso di chirurgia estetica illegale sugli animali. I proprietari avevano fatto ricorso a iniezioni di botox e silicone per alterare i tratti del viso e del corpo, cercando di soddisfare gli standard estetici estremi richiesti dalla giuria. Le autorità della manifestazione hanno denunciato l’accaduto come un grave atto di inganno e crudeltà, promettendo punizioni esemplari per i responsabili.
Sebbene possa sembrare una notizia bizzarra, le competizioni di bellezza per cammelli nei Paesi del Golfo rappresentano un’industria globale dal valore incalcolabile. Vincere il primo premio in queste manifestazioni non garantisce solo un prestigio sociale immenso tra i grandi allevatori, ma apre le porte a montepremi che possono sfiorare i 66 milioni di dollari. Oltre al denaro contante, i vincitori ricevono spesso beni di lusso, come automobili di alta gamma e diritti esclusivi per la riproduzione, che fanno schizzare il valore commerciale dell’esemplare.
In questo contesto, il cammello smette di essere solo un animale per diventare un vero e proprio asset finanziario. La pressione per primeggiare è tale da spingere alcuni proprietari a violare ogni norma etica, trasformando la cura degli animali in una corsa al ritocco chirurgico simile a quella che si osserva nel mondo dello spettacolo umano.

La valutazione della giuria segue parametri estetici rigorosi che analizzano ogni dettaglio anatomico dell’animale. L’attenzione degli ispettori si concentra innanzitutto sulla conformazione della testa, dove vengono premiate labbra grandi e voluminose, nasi prominenti e ciglia particolarmente lunghe, tratti che spesso diventano il bersaglio principale dei ritocchi illegali. Oltre al muso, i giudici ricercano la perfezione nella struttura del collo, che deve apparire lungo e robusto, e nella lucentezza del mantello, indice di una cura impeccabile. Infine, un ruolo cruciale è giocato dalla gobba: per garantire un portamento che sia al tempo stesso elegante e maestoso, questa deve risultare soda e perfettamente proporzionata rispetto al resto del corpo.
Lo scandalo di Al Musanaa è solo l’ultimo di una serie di episodi che hanno scosso il settore. Già nel 2018 e nel 2021, durante il King Abdulaziz Camel Festival in Arabia Saudita (noto come “Miss Camel”), furono scoperti decine di casi di manipolazione. Per aggirare i controlli, i truffatori utilizzano botox per rilassare i muscoli del viso e conferire un’espressione di “superiorità”, silicone e collagene per gonfiare le gobbe e persino ormoni per aumentare la massa muscolare. In alcuni casi estremi, vengono applicati elastici per limitare il flusso sanguigno e far gonfiare artificialmente alcune parti del corpo.
Oggi, per contrastare questi “trucchi”, gli organizzatori si avvalgono di tecnologie mediche avanzate: scanner a raggi X, ecografie a ultrasuoni e test genetici sono diventati strumenti standard per garantire che la bellezza sia naturale e non frutto di laboratorio.
Al di là della frode sportiva, la chirurgia estetica sui cammelli è una pratica dolorosa e pericolosa. Gli interventi, spesso eseguiti in condizioni igieniche precarie, causano infezioni, ascessi e ferite croniche. Il botox può paralizzare i nervi necessari per masticare o bere correttamente, portando l’animale a soffrire la fame. L’uso di silicone può generare infiammazioni dei tessuti, mentre gli ormoni alterano il metabolismo, causando infertilità e squilibri ormonali permanenti.
Quello che nasce come un concorso di bellezza si trasforma così in una minaccia per il benessere della specie, alimentando un mercato sotterraneo di sostanze chimiche che mette a dura prova la dignità di questi animali simbolo del deserto.



