Una startup californiana ha presentato un progetto che suona come fantascienza: lanciare migliaia di specchi nello spazio per riflettere la luce solare sulla Terra dopo il tramonto. Reflect Orbital, questo il nome della società, ha chiesto l’autorizzazione per inviare in orbita fino a 50.000 satelliti dotati di specchi, con l’obiettivo di vendere illuminazione su richiesta a chiunque sia disposto a pagarla.
L’idea tecnica è apparentemente semplice: posizionare specchi montati su satelliti che riflettano i raggi solari verso aree specifiche del pianeta. La portata del progetto, però, è straordinaria. Reflect Orbital vuole creare una costellazione di satelliti capace di illuminare zone fino a 5 chilometri di diametro, con intensità luminose comprese tra 0,8 e 2,3 lux, molto superiori alla luce di una luna piena che oscilla tra 0,05 e 0,3 lux in una notte serena.
La startup ha già presentato domanda alla Federal Communications Commission per lanciare Earendil-1, un satellite prototipo lungo 18 metri, entro la fine dell’anno. L’obiettivo dichiarato è testare la tecnologia prima di una possibile implementazione su larga scala.
Secondo quanto riportato dal New York Times, Reflect Orbital ha identificato diversi potenziali mercati per la sua luce artificiale: illuminare zone colpite da disastri naturali, supportare operazioni di ricerca e soccorso, estendere gli orari di lavoro nei siti industriali, aumentare i cicli di crescita agricola, ridurre l’inquinamento luminoso sostituendo le luci cittadine e fornire supporto per operazioni militari. Il costo stimato per questo servizio sarebbe di circa 5.000 dollari all’ora per ogni singolo specchio spaziale.
L’azienda prevede anche di dividere i profitti con le centrali solari che potrebbero generare elettricità grazie alla luce riflessa dai satelliti, estendendo potenzialmente la produzione di energia solare oltre le ore diurne.

La comunità astronomica internazionale ha reagito con profonda preoccupazione al progetto. Una costellazione di questa portata rappresenterebbe una minaccia senza precedenti per l’osservazione del cielo notturno, già gravemente compromesso dalle migliaia di satelliti già presenti in orbita terrestre. La luce riflessa dai satelliti illuminati interferirebbe sistematicamente con le osservazioni astronomiche condotte da terra, creando disturbi persistenti nelle immagini telescopiche.
DarkSky International, organizzazione dedicata alla protezione dei cieli notturni, ha rilasciato una dichiarazione ufficiale in cui chiede trasparenza, revisione ambientale e responsabilità pubblica prima che qualsiasi sistema di questo tipo venga approvato o implementato. L’organizzazione ha affermato che i sistemi di illuminazione orbitale rappresentano un intervento ambientale senza precedenti e che, sulla base delle evidenze scientifiche attuali, non esiste un percorso praticabile perché tali sistemi possano allinearsi con principi di illuminazione responsabile.
Secondo DarkSky International, questi sistemi introdurrebbero rischi significativi su scala globale per l’ecologia, la salute umana, la sicurezza e l’astronomia. La perdita dell’oscurità naturale avrebbe conseguenze difficili da quantificare completamente, ma potenzialmente devastanti per gli ecosistemi notturni e per la connessione culturale dell’umanità con il cielo stellato.
Oltre alle preoccupazioni astronomiche, esiste anche il rischio concreto legato all’aumento dei detriti spaziali. Una costellazione di 50.000 satelliti incrementerebbe drammaticamente la probabilità di collisioni orbitali, un problema già critico considerando il numero crescente di oggetti in orbita terrestre bassa.
Il progetto di Reflect Orbital rimane in attesa dell’approvazione della Federal Communications Commission. Se dovesse ottenere il via libera e riuscire a implementare la sua visione, le conseguenze per la nostra percezione del cielo notturno potrebbero essere irreversibili, trasformando uno dei patrimoni naturali più antichi dell’umanità in uno spazio commerciale illuminato artificialmente.



